<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gorilla Magazine &#187; Mostre</title>
	<atom:link href="http://www.gorillamagazine.it/category/eventi/mostre-eventi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gorillamagazine.it</link>
	<description>Contemporary &#38; Underground Art magazine</description>
	<lastBuildDate>Wed, 20 Jan 2010 08:51:52 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>MIGROPOLIS Venice / Atlas of a Global Situation</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 09:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=1012</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>MIGROPOLIS </strong>è un progetto di grandi proporzioni riguardante la trasversalità di un territorio urbano sottoposto alle condizioni della globalizzazione. Il termine &#8220;globalizzazione&#8221;, sostenuto dal consenso sociale, funziona soltanto come forma presunta e fittizia di conoscenza che nasconde una vuota astrazione.<br />
Migropolis [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MIGROPOLIS </strong>è un progetto di grandi proporzioni riguardante la trasversalità di un territorio urbano sottoposto alle condizioni della globalizzazione. Il termine &#8220;globalizzazione&#8221;, sostenuto dal consenso sociale, funziona soltanto come forma presunta e fittizia di conoscenza che nasconde una vuota astrazione.<br />
Migropolis esplora il sistema della globalizzazione per mezzo di un&#8217;esposizione concreta, minuziosa e tangibile delle strutture globali all&#8217;interno di un territorio urbano delimitato. Le pratiche adottate per raggiungere questo scopo si basano su una forma di détournement che consiste nel riapplicare i modi affermativi e le tecniche visive tipiche della società dello spettacolo in un modo discorsivo.</p>
<p>L&#8217;area metropolitana di <strong>Venezia </strong>è investigata empiricamente come un paradigma complesso e paradossale, perchè esposto eccezionalmente al cambiamento dovuto alla connettività mondiale e all&#8217;interdipendenza dei valori predominanti dell&#8217;economia e della cultura.<br />
Lo scopo del progetto è di sviluppare strategie visive per far emergere le strutture di MIGROPOLIS, basandole sul territorio veneziano, che agisce come modello anticipatore della globalizzazione a causa del numero eccessivo di turisti e di immigrati con cui si confronta.</p>
<p>Nella pervasiva società dello spettacolo, si riscontra una quasi assoluta egemonia dell&#8217;immagine mediatica. Riflettendo su questo, il progetto cerca di rappresentare visivamente fenomeni ben precisi nella città della migrazione con nuovi metodi cognitivi nel campo della fotografia, della visualizzazione dei dati e delle tecnologie basate sull&#8217;immagine. Il focus è sulla rappresentazione di atti di comunicazione discorsivi, in opposizione a quelli persuasivi.</p>
<p>Questo approccio metodologico specifico è basato su un dubbio epistemologico nelle proprietà cognitive della visualizzazione nel contesto di una società in cui il consenso pubblico si costruisce attraverso la retorica delle immagini.<br />
I collaboratori hanno cercato di esplorare le possibilità e le tecniche dei linguaggi visivi nel cuore stesso di un&#8217;infrastruttura sociale iconografica il cui scopo è affermativo, non critico, rispetto alle<br />
immagini. La cultura mediatica si basa sulla messa in scena come modo di produzione delle immagini. Il progetto invece cerca di offrire nuove vie d&#8217;accesso a una pratica dell&#8217;immagine discorsiva.<br />
La pratica sarà stabilita in tutti i generi di comunicazione visiva: sistemi notazionali usati per mostrare dati quantitativi. Mappe e cartografie per tracciare i percorsi di movimento delle merci e delle persone. Fotografia per mostrare dati qualitativi e case studies. E infine una rielaborazione grafica per rappresentare analisi psicogeografiche del territorio in questione.</p>
<p>Oggetto della teoria e della pratica legata a MIGROPOLIS è la visualizzazione delle tracce della migrazione in un contesto urbano. Lo scopo del progetto coinvolge almeno tre categorie di entità migratorie trovate nell&#8217;area urbana della ricerca:</p>
<p>1. La migrazione come campo di un conflitto, dove si incontrano due forme di mobilità, una basata sul benessere, l&#8217;altra sulla povertà, materializzate da una parte nel flusso dei turisti, dall&#8217;altra nella presenza di immigrati legali, ma soprattutto illegali. Sarà posta particolare enfasi sull&#8217;indagine dei sistemi di economia parallela, e dei casi di segregazione e di eterotopia.</p>
<p>2. La migrazione di merci, prodotti e servizi come risultato della liberalizzazione e della deregolamentazione del commercio internazionale, del movimento di capitali e dell&#8217;integrazione dei mercati finanziari. Quello che è ancora accettato dal turismo di massa come prodotto endemico proveniente da un patrimonio culturale locale e che quindi è chiamato a svolgere il ruolo di souvenir, è stato già da tempo prodotto in Estremo Oriente.<br />
3. La migrazione dell&#8217;immagine, come si può osservare nella distribuzione globale, nella dislocazione e nello spostamento dei tropi iconografici della Venezia storica. L&#8217;iperbole di Baudrillard della perdita dell&#8217;originale attraverso le sue copie è dimostrata nella tendenza della città a riprodursi in repliche multiple, con il risultato di apparire anch&#8217;essa alla fine come una pura copia.</p>
<p>La prima fase del progetto è iniziata nell&#8217;inverno del 2006, e ha stabilito i fondamenti teorici di questo progetto attraverso la produzione di più di 1300 pagine: queste erano una composizione variegata di sistemi notazionali e di grafici, case studies e archivi fotografici. L&#8217;archivio fotografico intero contiene da solo più di 60,000 immagini e 10 terabytes di case studies, motion patterns, mappe e dati statistici.<br />
La seconda fase del progetto nel 2008 è consistita nell&#8217;affinamento di una struttura per organizzare e mostrare i risultati in un sintagma di visualizzazione di dati e immagini.</p>
<p>La mostra, a cura di Wolfgang Scheppe, Veronica Bellei, Katerina Dolejsova e Nera Kelava, è accompagnata da un libro pubblicato da Hatje Cantz, con prefazione di Angela Vettese e saggi di Giorgio Agamben, Valeria Burgio, Wolfgang Scheppe.</p>
<p><strong>Scheda tecnica<br />
</strong><br />
<strong>Mostra</strong><br />
MIGROPOLIS<br />
Venice / Atlas of a Global Situation</p>
<p><strong>A cura di</strong><br />
Wolfgang Scheppe, Veronica Bellei, Katerina Dolejsova e Nera Kelava</p>
<p><strong>Sede</strong><br />
Fondazione Bevilacqua La Masa<br />
Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia</p>
<p><strong>Periodo</strong><br />
9 ottobre &#8211; 6 dicembre 2009</p>
<p><strong>Preview per la stampa<br />
</strong>martedì 6 ottobre 2009</p>
<p><strong>Inaugurazione </strong><br />
giovedì 8 ottobre 2009 ore 18.00</p>
<p><strong>Coordinamento<br />
</strong>Katerina Dolejsova<br />
<strong><br />
Exhibition Design and Production<br />
</strong>Veronica Bellei, Katerina Dolejsova, Nera Kelava, Marie Letz</p>
<p><strong>Concept<br />
</strong>Nera Kelava</p>
<p><strong>Catalogo<br />
</strong>Hatje Cantz<br />
Con prefazione di Angela Vettese e saggi di Giorgio Agamben, Valeria Burgio, Wolfgang Scheppe</p>
<p><strong>Orari</strong><br />
dal mercoledì alla domenica dalle 10.30 alle 17.30<br />
lunedì e martedì chiuso</p>
<p><strong>Per informazioni</strong><br />
Fondazione Bevilacqua La Masa, Dorsoduro 2826, Venezia<br />
Tel. +39 041 5207797<br />
<a href="http://&#x70;&#x72;&#x65;&#x73;&#x73;&#x40;&#x62;&#x65;&#x76;&#x69;&#x6c;&#x61;&#x63;&#x71;&#x75;&#x61;&#x6c;&#x61;&#x6d;&#x61;&#x73;&#x61;&#x2e;&#x69;t/" target="_blank">&#x70;&#x72;&#x65;&#x73;&#x73;&#x40;&#x62;&#x65;&#x76;&#x69;&#x6c;&#x61;&#x63;&#x71;&#x75;&#x61;&#x6c;&#x61;&#x6d;&#x61;&#x73;&#x61;&#x2e;&#x69;t</a><br />
<a href="http://www.bevilacqualamasa.it/" target="_blank">www.bevilacqualamasa.it</a></p>
<p><strong>Ufficio stampa<br />
</strong>Fondazione Bevilacqua La Masa | Giorgia Gallina<br />
Tel. +39 041 5207797<br />
<a href="http://&#x70;&#x72;&#x65;&#x73;&#x73;&#x40;&#x62;&#x65;&#x76;&#x69;&#x6c;&#x61;&#x63;&#x71;&#x75;&#x61;&#x6c;&#x61;&#x6d;&#x61;&#x73;&#x61;&#x2e;&#x69;t/" target="_blank">&#x70;&#x72;&#x65;&#x73;&#x73;&#x40;&#x62;&#x65;&#x76;&#x69;&#x6c;&#x61;&#x63;&#x71;&#x75;&#x61;&#x6c;&#x61;&#x6d;&#x61;&#x73;&#x61;&#x2e;&#x69;t</a></p>
<p>Studio Pesci<br />
Tel. +39 051 269267<br />
<a href="http://&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x73;&#x74;&#x75;&#x64;&#x69;&#x6f;&#x70;&#x65;&#x73;&#x63;&#x69;&#x2e;&#x69;t/" target="_blank">&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x73;&#x74;&#x75;&#x64;&#x69;&#x6f;&#x70;&#x65;&#x73;&#x63;&#x69;&#x2e;&#x69;t</a><br />
<a href="http://www.studiopesci.it/" target="_blank">www.studiopesci.it</a></p>

<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1200-migropolis-014' title='20090806-1200-migropolis-014'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1200-migropolis-014.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1200-migropolis-014" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1363-migropolis-011' title='20090806-1363-migropolis-011'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1363-migropolis-011.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1363-migropolis-011" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1754-migropolis-004' title='20090806-1754-migropolis-004'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1754-migropolis-004.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1754-migropolis-004" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1688-migropolis-007' title='20090806-1688-migropolis-007'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1688-migropolis-007.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1688-migropolis-007" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/00-intro-volume-iindd-2' title='00 INTRO VOLUME I.indd'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1231-migropolis-001.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="00 INTRO VOLUME I.indd" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1230-migropolis-008' title='20090806-1230-migropolis-008'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1230-migropolis-008.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1230-migropolis-008" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1166-migropolis-003' title='20090806-1166-migropolis-003'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1166-migropolis-003.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1166-migropolis-003" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1461-migropolis-006' title='20090806-1461-migropolis-006'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1461-migropolis-006.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1461-migropolis-006" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/00-intro-volume-iindd' title='00 INTRO VOLUME I.indd'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1056-migropolis-structure.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="00 INTRO VOLUME I.indd" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/mig_cover_10_ffindd' title='Mig_Cover_10_FF.indd'><img width="105" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1407-migropolis-cover-1.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Mig_Cover_10_FF.indd" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1725-migropolis-015' title='20090806-1725-migropolis-015'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1725-migropolis-015.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1725-migropolis-015" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/20090806-1624-migropolis-005' title='20090806-1624-migropolis-005'><img width="150" height="105" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/20090806-1624-migropolis-005.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="20090806-1624-migropolis-005" /></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/09/04/migropolis-venice-atlas-of-a-global-situation/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The mind is like a mirror @ disco_nnect music festival 2009</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/09/01/the-mind-is-like-a-mirror-disco_nnect-music-festival-2009</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/09/01/the-mind-is-like-a-mirror-disco_nnect-music-festival-2009#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 10:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festivals]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Multimedia]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=1004</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>The mind is like a mirror</strong> è  uno  Video Screening  che presenta lavori video di di 13 artisti  internazionali ospitato all&#8217;interno dell&#8217;interessante festival <a href="http://www.disconnectfestival.com/"><strong>disco_nnect music festival</strong></a>, manifestazione che indende unire in maniera innovativa ed originale spunti creativi che provengono dal mondo [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>The mind is like a mirror</strong> è  uno  Video Screening  che presenta lavori video di di 13 artisti  internazionali ospitato all&#8217;interno dell&#8217;interessante festival <a href="http://www.disconnectfestival.com/"><strong>disco_nnect music festival</strong></a>, manifestazione che indende unire in maniera innovativa ed originale spunti creativi che provengono dal mondo dell&#8217;arte, della tecnologia e soprattutto della musica (alcuni nomi di punta della kermesse musicale: Röyksopp, James Murphy &amp; Pat Mahoney (LCD Soundsystem), A Certain Ratio, Fujiya and Miyagi, Bugo ed altri) .</p>
<p>Per <strong>The mind is like a mirror </strong>la riflessione, attraverso il pensiero, è il primo passaggio tra l&#8217;individuo e il mondo. Nella riflessione l&#8217;individuo crea un livello di astrazione attraverso il quale è possibile individuare la sua azione nel mondo. La riflessione avviene nel momento in cui lo specchio della mente si mostra e si dispone come possibilità di unione tra il mondo esterno e quello emozionale. Lo specchio della mente come strumento preciso di riflessione</p>
<p><strong>INFO</strong></p>
<p><strong>curatori:</strong> Francesca Banchelli</p>
<p><strong>autori:</strong> Nark Bkb, Michelangelo Consani, Laura Garbstiene, Eloise Ghioni, David Hall, Lina Lapelyte, Andres Laracuente, Silvio Palladino, Anthony Peskine, Robert Pettena, Wael Shawky, Maitree Siriboon, Marco Strappato.</p>
<p><strong>vernissage:</strong> 4 settembre 2009. ore 18</p>
<p><strong>biglietti:</strong> ingresso libero</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/09/01/the-mind-is-like-a-mirror-disco_nnect-music-festival-2009/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mario Milizia. Mood Mixer</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=991</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>Sabato 5 settembre 2009</strong>, presso la galleria parigina <strong>Jousse Entreprise</strong>, <strong>Mario Milizia</strong> inaugura una mostra personale con il progetto <em>Mood Mixer</em>. Secondo appuntamento di una ricerca cominciata con <strong><em>Style Mixer</em> nel 2003</strong>, <em>Mood Mixer</em> è una sorta di gioco, ma anche uno strumento [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 5 settembre 2009</strong>, presso la galleria parigina <strong>Jousse Entreprise</strong>, <strong>Mario Milizia</strong> inaugura una mostra personale con il progetto <em>Mood Mixer</em>. Secondo appuntamento di una ricerca cominciata con <strong><em>Style Mixer</em> nel 2003</strong>, <em>Mood Mixer</em> è una sorta di gioco, ma anche uno strumento d&#8217;indagine: si presenta come un raffinato disco di cartone bianco lucido a doppio livello,<em> </em>che permette di generare oltre quindicimila possibili <em>mood</em> combinando tra loro emozioni, stati d&#8217;animo e sentimenti apparentemente contraddittori o inconciliabili. Dalla loro unione, tuttavia, nascono nuovi e imprevedibili stati d&#8217;animo in grado di definire reali fenomeni del presente o di evocare possibili futuri modelli concettuali: &#8220;catatonic satisfaction&#8221;, &#8220;compulsive regret&#8221;, &#8220;stressful delight&#8221; sono alcune delle evocative combinazioni create da <em>Mood Mixer</em>.</p>
<p>Mario Milizia torna a giocare sul concetto di ibridazione del linguaggio nella cultura e nell&#8217;estetica contemporanea così come fece nel 2003, in occasione della sua mostra personale sempre alla galleria Jousse Entreprise, quando &#8211; con la stessa veste grafica ma in un rigoroso colore nero &#8211; presentò <em>Style Mixer</em> che, allora, combinava casualmente generi musicali, stili architettonici e movimenti artistici dando vita a combinazioni spesso ironiche e dissonanti, altre volte assolutamente credibili. Non è facile immaginare cosa potrebbe essere un &#8220;Minimal Louis XIV&#8221;, o il &#8220;Medieval Hip-Hop&#8221;.</p>
<p><em>Mood Mixer</em> riprende e rielabora in chiave grafica e ironica la ricerca di Robert Plutchik, psicologo americano che nel 1980 propose nel suo <em>Theories of Emotion</em> una classificazione di otto emozioni base a intensità variabile. Mettendo a punto un modello combinatorio tridimensionale, Plutchik dimostra che le combinazioni di queste otto emozioni di base generano altre otto emozioni. Ad esempio, combinando due sentimenti quali &#8220;estasi&#8221; ed &#8220;ammirazione&#8221; si ottiene &#8220;amore&#8221;. Riconoscente allo studioso americano ma non soddisfatto, Milizia propone con <em>Mood Mixer</em> ulteriori sfumature nell&#8217;ambito degli stati d&#8217;animo possibili o impossibili, già vissuti o ancora da vivere.</p>
<p>Accompagna la presentazione di <em>Mood Mixer</em> un video dal titolo <em>Jubilant Hallucination</em> (da una delle quindicimila possibili combinazioni) della durata di 21 minuti.<br />
Utilizzando frammenti e immagini di un concerto live, di cui non ci dà notizia, Milizia compone un video in cui, con il supporto di un tecnico del suono, riscrive l&#8217;audio. Montando dieci tracce sonore di differenti artisti, da Madonna ai <a href="http://www.seatwave.it/black-eyed-peas-biglietti/stagione">Black Eyed Peas</a>, da Katy Perry a Armin van Buuren, l&#8217;artista dà vita così a un &#8220;reale&#8221; concerto pop, dove le immagini raccontano in modo iperrealistico un <em>live</em> che di fatto non ha mai avuto luogo.<br />
Obiettivo di Milizia è creare un cortocircuito tra reale e artificiale, dando forma e provocando vere emozioni.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p><strong>Mario Milizia</strong> nasce a Milano nel 1965, dove vive e lavora occupandosi prevalentemente di art direction e comunicazione per importanti aziende del lusso internazionali.</p>
<p>Ha esposto il suo lavoro in Italia e all&#8217;estero in prestigiosi spazi pubblici e gallerie private. Tra le mostre più significative le personali alla galleria Jousse Entreprise, Parigi, 2001, 2003; alla Galerie Edward Mitterand, Ginevra, 2002; presso il Niitsu Art Forum, Niitsu, Giappone, 2000; presso Neon, Bologna, 1998; e <em>Soundtrack without film</em>, in Viafarini, Milano, 1996.<br />
Ha partecipato a diverse mostre collettive tra cui <em>The World</em>, Speak For Gallery, Tokyo e Jousse Entreprise, Parigi, 2003; <em>Design et activisme</em>, Speak For Gallery, Tokyo, 2001; <em>Expander 1.0</em>, a cura di Pierre Bal Blanc e Laurent Godin, in collaborazione con <em>Blocnotes</em>, Galerie Jousse Seguin, Parigi, 1999; <em>Seamless</em>, a cura di Luca Cerizza, De Appel Foundation, Amsterdam, 1998; <em>Jingle Bells</em>, a cura di Uwe Schwarzer, Galleria Massimo De Carlo, Milano, 1997; <em>Chi o che cosa a seconda dei casi</em>, Neon, Bologna, 1997; <em>Ne Dites Pas Non</em>, a cura di John Armleder, MAMCO, Ginevra, 1997; <em>504</em>, Zentrum für Kunst, Braunschweig, 1997; <em>Aperto &#8216;97</em>, Trevi Flash Art Museum, Trevi, 1997; 1° Premio Trevi Flash Art Museum, Trevi Flash Art Museum, Trevi, 1996.</p>
<p>inaugurazione: 	<strong>sabato 5 settembre 2009, ore 18.30<br />
</strong>periodo mostra: 	<strong>dal 6 settembre al 3 ottobre 2009<br />
</strong>orario: 		<strong>da martedì a sabato, dalle 11.00 alle 19.00<br />
</strong>sede: 			<strong>Jousse Entreprise, 24, rue Louise Weiss, 75013 Parigi </strong></p>
<p><strong>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/mario_milizia_06' title='mario_milizia_06'><img width="150" height="97" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/mario_milizia_06.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mario_milizia_06" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/mario_milizia_05' title='mario_milizia_05'><img width="150" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/mario_milizia_05.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mario_milizia_05" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/mario_milizia_04' title='mario_milizia_04'><img width="150" height="115" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/mario_milizia_04.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mario_milizia_04" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/mario_milizia_03' title='mario_milizia_03'><img width="150" height="115" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/mario_milizia_03.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mario_milizia_03" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/mario_milizia_02' title='mario_milizia_02'><img width="150" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/mario_milizia_02.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mario_milizia_02" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/mario_milizia_01' title='mario_milizia_01'><img width="150" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/mario_milizia_01.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mario_milizia_01" /></a>
<br />
</strong></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/31/mario-milizia-mood-mixer/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>After Utopia. A view on Brazilian contemporary art</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/26/after-utopia-a-view-on-brazilian-contemporary-art</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/26/after-utopia-a-view-on-brazilian-contemporary-art#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 07:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[prato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=966</guid>
		<description><![CDATA[<p>La mostra indaga una dimensione peculiare della scena creativa brasiliana, selezionando opere di ventisette artisti che rendono l&#8217;arte un terreno di scambio. Una sospensione di tempo e spazio dove l&#8217;unica chiave di accesso è la nostra modalità di interrelazione con [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra indaga una dimensione peculiare della scena creativa brasiliana, selezionando opere di ventisette artisti che rendono l&#8217;arte un terreno di scambio. Una sospensione di tempo e spazio dove l&#8217;unica chiave di accesso è la nostra modalità di interrelazione con essa.    <span id="more-966"></span></p>
<p>Il percorso espositivo analizza l&#8217;arte brasiliana come se fosse un riflesso della propria identità d&#8217;origine, un effetto che ha superato qualsiasi stereotipo stabilito e poi conferito dalla cultura europea.<br />
La mostra trae spunto dalla metafora e dalla realizzazione di una delle più grandi utopie mai concepite: la città di Brasilia. Un posto senza luogo che ha visto l&#8217;idea di una elite diventare un centro di potere reale. Brasilia è stata concepita come il punto di contatto tra il Brasile Arcaico e quello Moderno, che però restano ad oggi ancora sconosciuti e incompresi.<br />
Ma Brasilia in quanto tale non sarà oggetto della mostra. Lo sviluppo della sua utopia, attraverso l&#8217;ultimo progetto firmato da Oscar Niemeyer, diventerà un modo per comprendere come l&#8217;arte contemporanea brasiliana rappresenta lo spazio. Facendolo diventare un simbolo del futuro pianificato e superato, un luogo che trasforma il tempo.</p>
<p>Da Helio Oiticica a Waltercio Caldas, da Cildo Meireles ad Ernesto Neto, da Laura Vinci ad Andrè Komatsu gli artisti selezionati ripropongono un&#8217;utopia brasiliana non così com&#8217;è stata concepita, ma in uno stato di superamento e di uscita da essa. In questo luogo l&#8217;arte sarà un&#8217;utopia risolta, pronta a tornare il progetto di una città apparente, un luogo irrealizzabile che si solidifica su un supporto, attraverso principi universali.<br />
Quel che rimane dopo l&#8217;utopia è dunque il luogo dell&#8217;assenza, di ciò che è per sottrazione, perché il raggiungimento di un&#8217;idea oggi non presuppone più attesa, speranza e perfezione.<br />
L&#8217;arte contemporanea brasiliana sviluppa oggi una differente utopia non più come progetto di autori, ma come processo estetico che combatte per la sua affermazione, per la sua liberazione, la sua rappresentazione terrena e la costruzione di una nuova società di giustizia e di un&#8217;uguaglianza di idee. Quella stessa società che non verrà più trasformata dal progetto di un autore, ma solo da un largo movimento interiore.</p>
<p>L&#8217;utopia dopo se stessa, al di là delle proprie convinzioni, deve rimanere un fattore della storia, un moto creativo-eversivo che intacca la storia stessa e i suoi meccanismi; mentre l&#8217;ideologia che l&#8217;accompagna si trasforma in dispositivo di conservazione.<br />
Oggi il Brasile posto di fronte al modello massificante americano ha esaltato la ricchezza della propria diversità.<br />
Differenze ambientali, sociali e politiche contenute proprio all&#8217;interno dei suoi stessi confini.<br />
After Utopia, in questo processo, rappresenta un&#8217;unità di tempo e di spazio utili a far comprendere come la rappresentazione, sulla scena dell&#8217;arte brasiliana, si stia liberando dalle alienazioni e dalle contraddizioni che dividono e intaccano la sua libertà nativa.</p>
<p><em><strong>Artisti selezionati</strong><br />
</em><br />
Brígida Baltar (Rio de Janeiro 1959)<br />
Cadu (São Paulo 1977)<br />
Waltercio Caldas (Rio de Janeiro 1946)<br />
Marcos Chaves (Rio de Janeiro 1961)<br />
Marcelo Cidade (São Paulo 1979)<br />
Eduardo Coimbra (Rio de Janeiro 1955)<br />
Leandro da Costa (São Paulo 1973)<br />
Antonio Dias (Paràiba 1944)<br />
Fernando A. ( São Paulo 1976)<br />
Andrè Komatsu (São Paulo, 1978)<br />
Guto Lacaz (São Paulo 1948)<br />
Marcellvs L. (Belo Horizonte 1980)<br />
Marepe (Santo Antonio de Hesùs 1970)<br />
Cildo Meireles (Rio de Janeiro 1948)<br />
Vik Muniz (São Paulo 1961)<br />
Ernesto Neto (Rio de Janeiro 1964)<br />
Rivane Neuenschwander (Belo Horizonte 1967)<br />
Oscar Niemeyer (Laranjeiras 1907)<br />
Hélio Oiticica (Rio de Janeiro 1937-1980)<br />
Matheus Rocha Pitta (Tiradentes 1980)<br />
Thiago Rocha Pitta (Tiradentes 1980)<br />
Daniel Senise (Rio de Janeiro 1955)<br />
Eduardo Srur (São Paulo 1974)<br />
Ana Maria Tavares (Belo Horizonte 1958)<br />
Janaina Tschäpe (Munich &#8211; Brazil 1973)<br />
Mary Vieira (Belo Horizonte 1927- Basel 2001)<br />
Laura Vinci (São Paulo 1962)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Scheda tecnica</span></p>
<p><strong>Titolo<br />
</strong>After Utopia<br />
A view on Brazilian Contemporary Art</p>
<p><strong>A cura di<br />
</strong>progetto Isisuf a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria</p>
<p><strong>Sede<br />
</strong>Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci<br />
Viale della Repubblica 277 Prato<br />
Tel. +39 0574 5317; <a href="http://www.centropecci.it/" target="_blank">www.centropecci.it</a></p>
<p><strong>Periodo<br />
</strong>24 ottobre &#8211; 14 febbraio 2010</p>
<p><strong>Inaugurazione<br />
</strong>24 ottobre 2009</p>
<p><strong>Orari apertura mostra<br />
</strong>tutti i giorni ore 10.00 -19.00; chiuso il martedì</p>
<p><strong>Ingresso<br />
</strong>intero 5 €, ridotto 4€</p>
<p><strong>Informazioni<br />
</strong>Silvia Bacci<br />
Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci<br />
Tel. + 39 0574531828; <a href="http://s%&#x32;&#x45;&#x62;&#x61;&#x63;&#x63;&#x69;&#x40;&#x70;&#x72;&#x6f;&#x76;&#x69;&#x6e;&#x63;&#x69;&#x61;&#x2e;&#x70;rato.it/" target="_blank">&#x73;&#x2e;&#x62;&#x61;&#x63;&#x63;&#x69;&#x40;&#x70;&#x72;&#x6f;&#x76;&#x69;&#x6e;&#x63;&#x69;&#x61;&#x2e;&#x70;rato.it</a></p>
<p><strong>Ufficio Stampa<br />
</strong>Studio Pesci<br />
Via San Vitale 27, 40125 Bologna<br />
Tel. + 39 051 269267; fax + 39 051 2960748<br />
<a href="http://www.studiopesci.it/" target="_blank">www.studiopesci.it</a>; <a href="http://&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x73;&#x74;&#x75;&#x64;&#x69;&#x6f;&#x70;&#x65;&#x73;&#x63;&#x69;&#x2e;&#x69;t/" target="_blank">&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x73;&#x74;&#x75;&#x64;&#x69;&#x6f;&#x70;&#x65;&#x73;&#x63;&#x69;&#x2e;&#x69;t</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/26/after-utopia-a-view-on-brazilian-contemporary-art/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SI FEST 09</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/25/si-fest-09</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/25/si-fest-09#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 07:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festivals]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=952</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>(foto di Alessandra Baldoni. L&#8217;artista perugina parteciperà all&#8217;evento con una personale)</em></p>
<p>Con una indagine sul mondo della moda e degli outlet e con una mostra presentata in anteprima nazionale dal titolo <strong>Luxury </strong>- irriverente tracciato sulla società del benessere e sulla [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><em>(foto di Alessandra Baldoni. L&#8217;artista perugina parteciperà all&#8217;evento con una personale)</em></small></p>
<p>Con una indagine sul mondo della moda e degli outlet e con una mostra presentata in anteprima nazionale dal titolo <strong>Luxury </strong>- irriverente tracciato sulla società del benessere e sulla cosiddetta middle class &#8211; <strong>Martin Parr</strong> sarà uno dei protagonisti della 18^ edizione del <strong>SI FEST,</strong> <strong>Savignano Immagini Festival</strong>.</p>
<p>Il SI FEST Savignano Immagini Festival 09 si svolgerà nelle giornate <strong>dell&#8217;11.12.13 settembre</strong> e proseguirà la ricerca fotografica sul tema dell&#8217;Identità per concludere una triennalità avviata nel 2007 attraverso lo sguardo di grandi maestri della fotografia e fotografi emergenti nel panorama internazionale. I numeri offrono la portata dell&#8217;evento: <strong>15 mostre, 11 spazi espositiv</strong>i fra i quali nuove suggestive location, almeno<strong> 600 fotografie in mostra, 6 produzioni proprie</strong>, il tutto facente perno intorno al tema della percezione e della ricerca dell&#8217;immagine di sé e dell&#8217;altro, i mutamenti legati all&#8217;ambiente, l&#8217;identificazione e il riconoscimento nei modelli imposti dalla società.</p>
<p>Tra i protagonisti della 18^ edizione, oltre a Martin Parr (il fotoreporter inglese, i cui progetti fotografici sono noti per la critica alla società moderna, sarà personalmente a Savignano sul Rubicone dal 22 settembre per uno shooting sul territorio e la realtà imprenditoriale legata al mondo della moda e il 25 per un incontro pubblico), anche <strong>Italo Zannier</strong> e<strong> Peter Bialobrzeski</strong>.<br />
Presenza prestigiosa per SI FEST, che tradizionalmente ospita un &#8220;grande vecchio della fotografia&#8221; (nelle scorse edizione Gianni Berengo Gardin, Mario Dondero, Mimmo Iodice, Ferdinando Scianna) quella dello storico Italo Zannier di cui si potrà apprezzare una selezione della preziosa collezione di fotografie presente alla Fondazione di Venezia. Con Lost in Transition il fotografo tedesco Peter Bialobrzeski prende in esame il cambiamento delle aree urbane nelle periferie delle grandi metropoli trascinando l&#8217;osservatore in una realtà fantastica e ingannevole.</p>
<p>Il SI FEST 2009 propone anche una corposa sezione di produzioni in proprio che vale la pena riepilogare: il censimento per immagini di <strong>Mario Cresci</strong> e di <strong>Simona Ghizzoni</strong>; <strong>Sin_tesis</strong> di <strong>Marco Zanta</strong> (con la collaborazione di Martin Parr) che studia il rapporto tra territorio e gli insediamenti produttivi (l&#8217;industria, la fabbrica); <strong>Global Photography</strong> collettiva dedicata alla giovane scena fotografica internazionale per la quale sono stati individuati giovani talenti provenienti da tutto il mondo.<br />
Da segnalare, tra le esposizioni, Voci la nuova tappa del percorso artistico ed esistenziale dell&#8217;autore <strong>Carmelo Bongiorno</strong> e la mostra di <strong>Alessandra Baldoni</strong>, immagini forti che hanno per soggetto le favole, in inquadrature di inusitata bellezza.<br />
La tradizionale proposta di parallelismo tra le arti vede protagonista quest&#8217;anno (dopo le mostre fotografiche di Michael Nyman e Pino Cacucci nelle scorse edizioni)<strong> la mostra &#8220;Una scrittura del paesaggio&#8221;</strong> con foto inedite della scrittrice <strong>Simona Vinci</strong>, per la prima volta in veste di fotografa.<br />
Altra novità in programma, il progetto SI FEST E-Motion sui nuovi linguaggi tra fotografia e cinema. La sezione fotografia e video viene inaugurata al festival e lancia il premio <strong>SI Fest E-motion</strong> per il prossimo anno. In programma la proiezione di progetti fotografici presentati in forma cinematografica (al cinema moderno). Da segnalare inoltre la presenza di archivi fotografici: la collezione Italo Zannier della Fondazione di Venezia, l&#8217;archivio CliCiak del Centro Cinema Città di Cesena e la partecipazione dell&#8217;IBC in conferenza. Il tema sarà oggetto della tavola rotonda &#8220;dal censimento all&#8217;archivio&#8221;.<br />
Anche quest&#8217;anno sarà presente al festival il <strong>progetto No Panic di Chico De Luigi</strong>, con una serie di nuove proposte.<br />
<strong><br />
I PREMI </strong></p>
<p>Il <strong>Premio Pesaresi</strong> giunge alla sua ottava edizione, si realizza in collaborazione con Contrasto e con la FNAC. Novità della 18^ edizione, la presentazione del n.1 della collana <strong>SI FEST FOTOGRAFI </strong>voluta dall&#8217;editore Pazzini che si riconferma l&#8217;editore del festival. La collana conterrà i volumi dedicati al portfolio vincitore del festival. Saranno inoltre assegnati il <strong>premio Portfolio Italia</strong> indetto da FIAF, e il <strong>premio HF e TPW</strong>.<br />
Come sempre, alle esposizioni saranno affiancate gli incontri con gli autori, le tavole rotonde di riflessione e atelier sull&#8217;uso della fotografia. Immancabili le letture dei portfolio tenute da fotografi, photoeditor, galleristi, critici e curatori e la Notte per la fotografia con proiezioni, animazioni e concerti musicali per il centro storico della città.</p>
<p><strong>SI FEST 09</strong><br />
Savignano Immagini festival<br />
18 anni di fotografia<br />
IDENTITA&#8217; E PERCEZIONI 3 &#8211; Inquietudini e (pre)sentimenti<br />
11.12.13 settembre 2009</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/08/25/si-fest-09/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Miguel Ángel Martín. Sicotronic Records.</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/06/18/miguel-angel-martin-sicotronic-records</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/06/18/miguel-angel-martin-sicotronic-records#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 08:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[underground]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=929</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per la prima volta in Italia, alla seconda edizione di <strong>MiomaoJazz</strong>, <em>Sicotronic Records</em>, il nuovo fumetto ad alta temperatura tecnologica di un protagonista assoluto della scena fumettistica underground internazionale, l&#8217;artista spagnolo <strong>Miguel Ángel Martín</strong>, che «Time Magazine» ha definito &#8220;uno [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta in Italia, alla seconda edizione di <strong>MiomaoJazz</strong>, <em>Sicotronic Records</em>, il nuovo fumetto ad alta temperatura tecnologica di un protagonista assoluto della scena fumettistica underground internazionale, l&#8217;artista spagnolo <strong>Miguel Ángel Martín</strong>, che «Time Magazine» ha definito &#8220;uno dei massimi disegnatori europei&#8221;.</p>
<p>Gruppi musicali <em>trans-human</em>, fondali post-atomici, <em>freaks</em> incravattati, vivisezioni in presa diretta sono il campionario delle sette storie brevi a fumetti esposte nella mostra della <strong>Galleria Miomao</strong>: un&#8217;umanità fin troppo reale, tracciata con il segno raggelato e tagliente tipico di Martín e immersa in una tavolozza acquarellata di rosa, gialli, arancio, violetti come in una cartolina d&#8217;altri tempi o in un libro illustrato per bambini.</p>
<p>In occasione del <em>vernissage</em>, <strong>sabato 20 giugno 2009</strong>, saranno presentati in anteprima alla Galleria Miomao il libro-catalogo della mostra, <strong><em>Sicotronic Records</em></strong>, edito da Purple Press, e la cartella di tre fotolitografie a tiratura limitata (100 copie firmate e numerate) <strong><em>A Better World</em></strong>, storia a fumetti in tre tavole disegnata dall&#8217;artista per l&#8217;occasione (collana &#8220;Sequenze&#8221;, n. 5), realizzata a cura della Galleria Miomao in collaborazione con <strong>Purple Press</strong>.</p>
<p>L&#8217;incontro in galleria con l&#8217;artista si terrà, invece, <strong>sabato 18 luglio alle 18,00</strong>.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Note biografiche</span></strong></p>
<p>Artista spagnolo prolifico, Miguel Ángel Martín (Léon, 1960) è il campione riconosciuto del fumetto underground europeo.</p>
<p>Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: dopo il lancio come autore rivelazione al Salón del cómic di Barcellona (1993), è stato insignito del premio Yellow Kid come migliore disegnatore europeo (1999).</p>
<p>Ha disegnato copertine di CD e locandine cinematografiche (<em>Killer Barbie</em> di Jess Franco). Tra il 1995 e il 2000 il libro a fumetti <em>Psychopatia Sexualis</em>, edito dal suo primo editore e promotore, Topolin edizioni, è stato protagonista in Italia di un clamoroso caso di censura (in ristampa a novembre per Purple Press).</p>
<p>Tra i libri a fumetti recenti: i fortunatissimi <em>Bitch</em> e <em>Playlove</em> (Purple Press, 2008 e 2009).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La mostra</span></strong></p>
<p>MiomaoJazz_09</p>
<p>Miguel Ángel Martin, &#8220;Sicotronic Records&#8221;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">Quando</span></h3>
<p>20 giugno-1 agosto 2009</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">Evento inaugurale</span></h3>
<h4>Incontro con l&#8217;artista in galleria: sabato 18 luglio, ore 18,00</h4>
<p><strong>Dove</strong></p>
<p>nella nuova sede della</p>
<p><strong>Galleria Miomao</strong></p>
<p>Via Podiani, 19 (accanto al museo di Palazzo della Penna)</p>
<p>06121 Perugia</p>
<p><a href="http://www.miomao.net/">www.miomao.net</a></p>
<p><strong>Info</strong></p>
<p>Tel. 347 7831708</p>
<p><a name="_Hlt230757401"></a><a href="mailto:&#x49;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x6d;&#x69;&#x6f;&#x6d;&#x61;&#x6f;&#x2e;&#x6e;et">&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x6d;&#x69;&#x6f;&#x6d;&#x61;&#x6f;&#x2e;&#x6e;et</a></p>

<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/06/18/miguel-angel-martin-sicotronic-records/24-the-truth-teller' title='24-the-truth-teller'><img width="112" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/06/24-the-truth-teller.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="24-the-truth-teller" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/06/18/miguel-angel-martin-sicotronic-records/cover_sicotronic-records_alta' title='cover_sicotronic-records_alta'><img width="147" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/06/cover_sicotronic-records_alta.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="cover_sicotronic-records_alta" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/06/18/miguel-angel-martin-sicotronic-records/13-betadina-s-betta-world' title='13-betadina-s-betta-world'><img width="115" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/06/13-betadina-s-betta-world.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="13-betadina-s-betta-world" /></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/06/18/miguel-angel-martin-sicotronic-records/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Toys</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/06/16/toys</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/06/16/toys#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 12:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Festivals]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Art]]></category>
		<category><![CDATA[toys festival spoleto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=921</guid>
		<description><![CDATA[<p align="justify">L&#8217;esposizione vuole  essere un percorso attraverso l&#8217;allegoria dei giocattoli e degli oggetti  provenienti dall&#8217;immaginario infantile, ma ancora vivi e &#8220;presenti&#8221;  nell&#8217;esperienza quotidiana di ognuno. Il gioco dei bambini è un atto  di assoluta libertà, che ritaglia uno spazio in cui [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&#8217;esposizione vuole  essere un percorso attraverso l&#8217;allegoria dei giocattoli e degli oggetti  provenienti dall&#8217;immaginario infantile, ma ancora vivi e &#8220;presenti&#8221;  nell&#8217;esperienza quotidiana di ognuno. Il gioco dei bambini è un atto  di assoluta libertà, che ritaglia uno spazio in cui l&#8217;immaginazione  prende il sopravvento e dove si ha la possibilità di evadere dalle  costrizioni del reale. Interessante è soffermarsi sulla prospettiva  inaspettatamente altra, proposta da attenti osservatori, quali sono  i bambini, che nel gioco interpretano la realtà attraverso il filtro  della fantasia. Libertà, evasione, creatività&#8230; Elementi che caratterizzano  tanto il gioco infantile quanto l&#8217;arte contemporanea, che molto spesso  si diverte a &#8220;giocare&#8221; con lo spettatore, mettendo in discussione  le sue convinzioni fino a confonderlo, svelando criptici contenuti semantici  nelle immagini, cui il sistema stesso dell&#8217;arte fa riferimento.</p>
<p align="justify">La mostra &#8220;TOYS&#8221;,  attraverso alcune delle opere più ludiche degli artisti partecipanti,  conduce il visitatore all&#8217;interno di un universo inedito di ricordi  ed oggetti che appartengono al mondo dell&#8217;infanzia. Lo spazio espositivo,  trasformato per l&#8217;occasione in un vero e proprio &#8220;parco giochi&#8221;  dell&#8217;arte, si popola di opere eterogenee per materiali, tecniche e  soggetti, contraddistinte soprattutto dalla capacità di trasmettere  suggestioni profondamente diverse. L&#8217;osservatore è coinvolto nell&#8217;atmosfera  scherzosa ed affascinato dalle reinterpretazioni che prendono vita in  ciascun lavoro; allo stesso tempo vi è un fattore di consapevole inquietudine  rilevabile in una lettura più matura ed adulta. Gli occhi adulti, e  le esperienze dei singoli artisti artisti, ricoprono anche i giocattoli  di significati intensi, misti a nostalgia e cinica amarezza.</p>
<p>Il gioco può sposarsi,  paradossalmente, con l&#8217;inquietudine della vita moderna e stimolare una  riflessione più profonda, come accade nelle fotografie dell&#8217;iraniana <strong> Shadi Ghadirian</strong>, nelle quali maschere antigas, emblema di una guerra  che è scatenata dietro l&#8217;uscio, si insinuano, come residui indesiderati  di un pericoloso &#8220;gioco&#8221; da grandi, nel  rassicurante quadro  di un sacco di bambole e pupazzi. Persino un&#8217;innocua pedalata su di  un familiare triciclo può risultare estremamente pericolosa se sul  suo percorso si apre una botola, come accade nell&#8217;affascinante &#8220;set&#8221;  allestito da <strong>Ma Liang</strong>. L&#8217;opera di <strong>Yorgo Manis</strong> produce nell&#8217;osservatore  lo stesso senso di stupito disagio; la testa di un innocente cavallino  a dondolo non è infatti dove ci si aspetterebbe di trovarla, ma mozzata  e posta su di una superficie verticale ricoperta di scritte. Non manca  però anche chi si rifugia nell&#8217;infanzia come in un orizzonte protetto  dal quale fare emergere solo i ricordi positivi. Ed ecco che dal cilindro  di <strong>Tv Boy</strong> viene estratto il fido cagnolino Nico; <strong>Riccardo Scibetta</strong> ci  presenta pupazzetti teneramente consumati dal tempo e <strong>Maurizio Savini</strong> il celeberrimo chewing-gum rosa col quale riesce a dare vita a qualsiasi  forma. Del tutto adulto e consapevole è invece lo sguardo di <strong>Epvs</strong>,  capace di &#8220;giocare&#8221; con le dimensioni dei giocattoli fino a proporne  una reinterpretazione innovativa ed ironica. E del tutto adulta è anche  la rielaborazione digitale che <strong>Tiziano Lucci</strong> propone nella sua opera  fotografica: uno strano essere a metà tra robot-giocattolo e macchinario  meccanico, ai limiti di una fantascienza che popola le fantasticherie  dei bambini, ma che avvertiamo farsi sempre più vicina alla realtà.</p>
<p><strong>TOYS</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>EPVS . SHADI GHADIRIAN  . TIZIANO LUCCI . MA LIANG . </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>YORGO MANIS . MAURIZIO  SAVINI . RICCARDO SCIBETTA . TV BOY</strong></p>
<p style="text-align: left;">Ideata e curata da  Maria Letizia Bixio</p>
<p style="text-align: left;">Inaugurazione: <strong> Domenica 5 luglio ore 19.00 a Spoleto</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="text-decoration: underline;">A Spoleto dal  5 al 12 luglio 2009</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Aperto tutti i giorni  ore 16-21</p>
<p style="text-align: left;">CO2 contemporary art</p>
<p style="text-align: left;">c/o via della Ponzianina,  61 (Chiostro di San Niccolo) . Spoleto (PG)</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="text-decoration: underline;">A Roma dal 15  al 30 luglio 2009</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Aperto lun-ven ore  11-20</p>
<p style="text-align: left;">CO2 contemporary art</p>
<p style="text-align: left;">Borgo Vittorio 9b  (Borgo Pio) . 00193 Roma</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/06/16/toys/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In viaggio dentro Dalí</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 13:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Dalì]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[surrealismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=844</guid>
		<description><![CDATA[<p>Vi siete mai svegliati dentro un quadro di Dalí? Pensate che stiamo parlando di un&#8217;esperienza forse un po&#8217; troppo <em>surrealista</em>? Beh allora questa potrebbe essere l&#8217;occasione giusta per farlo davvero, soprattutto se siete tra i tanti che hanno a cuore [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai svegliati dentro un quadro di Dalí? Pensate che stiamo parlando di un&#8217;esperienza forse un po&#8217; troppo <em>surrealista</em>? Beh allora questa potrebbe essere l&#8217;occasione giusta per farlo davvero, soprattutto se siete tra i tanti che hanno a cuore il dipinto &#8220;La  Persistenza della Memoria&#8221; famoso anche come &#8220;gli orologi blandi&#8221;, una delle opere più rappresentative dello stile dell&#8217;eccentrico artista e icona del surrealismo e di tutta la storia dell&#8217;arte del &#8216;900. &#8220;Un quadro impossibile da dimenticare una volta visto, anche solo per un istante&#8221; lo definì Gala, l&#8217;onnipresente musa ispiratrice del pittore e sua compagna di vita. L&#8217;occasione è unica: per il 20° anniversario della morte dell&#8217;artista e grazie a un prestito del MOMA di New York al Museo Dalí di Figueres (città natale del pittore in Catalunya) è possibile ammirare in via eccezionale l&#8217;opera realizzata nel 1931 dall&#8217;allora ventisettenne Salvador Dalí. Non solo: è possibile addirittura viaggiare<em> dentro</em> il quadro, visitando Cadaqués e dintorni.</p>
<p align="center">
<h4>&#8220;La Persistenza della Memoria&#8221;</h4>
<p>Il dipinto ad olio più famoso di Salvador Dalí rimarrà visibile presso il Teatro-Museo Dalí di Figueres dal 16 gennaio fino al 18 marzo 2009. Esposto in una apposita sala all&#8217;interno del museo con una scenografia creata per l&#8217;occasione, l&#8217;opera sorprende per le sue piccole dimensioni (24 X 33 cm) e per l&#8217;emozione pura che riesce a trasmettere. Dalí, a soli 27 anni, realizzò il quadro in piena epoca surrealista e in un momento di transizione sia a livello personale che creativo. Senza ombra di dubbio è uno dei quadri dell&#8217;artista più popolari e riprodotti. Vi è rappresentato un tratto di costa chiaramente riconoscibile come Cap de Creus, nei pressi di Cadaqués a poca distanza da Figueres, con la vista del paesaggio interrotto da tre orologi &#8220;blandi&#8221;, che sembrano quasi squagliarsi, e uno rigido.</p>
<p>&#8220;La Persistenza della Memoria&#8221; è una di quell&#8217;opere a cui la storia, ed in particolare la storia dell&#8217;arte, ha anche regalato <em>mistero</em> e multiple interpretazioni, sia per la mancanza di informazioni esatte sopra la sua realizzazione finale, sia per le suggestioni che emana il dipinto stesso. Tutto ciò che sappiamo di certo, raccontato dallo stesso pittore nella sua autobiografia &#8220;La vita Segreta di Salvador Dalí&#8221;, è che dopo aver mangiato del formaggio Camembert, ritrovandosi a meditare su questioni filosofiche relative alla &#8220;materia dura y blanda&#8221;, disegnò il paesaggio aggiungendo poi un olivo secco e rocce, il tutto in un malinconico tramonto tipico di questa parte di mare. </p>
<p>Successivamente, colpito dall&#8217;ispirazione, aggiunse gli &#8220;orologi blandi&#8221;, ognuno con un&#8217;ora differente, a insinuare forse la relatività del tempo e delle preoccupazioni artificiali e astratte create dall&#8217;uomo, o l&#8217;ansia di poter controllare il tempo, o chissà il potente influsso che ha la memoria, con la sua persistenza nelle nostre vite, a contrasto col mondo senza tempo della bellezza pura della natura. O forse vi riproduce la felice unione tra un momento di estrema consapevolezza della relatività del concetto di tempo e la potenza del ricordo dei luoghi che più lo hanno <em>formato</em>: tutto è effimero e fugace, anche la volontà di permanere nel passato o semplicemente di ricordarlo. Fatto sta che nello stesso 1931 l&#8217;opera uscì dalla Spagna e non vi ha più fatto ritorno fino ad oggi, terminando stabilmente al MOMA di New York nel 1934.  E&#8217; quindi la prima volta che può essere vista &#8220;in casa&#8221;, opportunità ghiotta per un fine settimana in Catalunya di quelli che ti arricchisce dentro, tra paesaggi incantati, il fascino del mare d&#8217;inverno, e l&#8217;opera di uno dei geni artistici più grandi del secolo XX. </p>
<p>E l&#8217;occasione è ancor più ghiotta se si considera il dettaglio erudito che l&#8217;opera rappresenta anche un momento importante in cui il <em>paesaggio</em> assume un&#8217;importanza cruciale nella traiettoria artistica di Dalí. Infatti, osservando attentamente il quadro, è evidente che il paesaggio ha un ruolo fondamentale nella tematica ed è il paesaggio di Port Lligat (assolutamente da visitare se si vuole conoscere bene l&#8217;universo del pittore) dove Dalí passò lunghi periodi durante la sua infanzia, gioventù e anche successivamente, circondato dal paesaggio e dalla luce che spesso lo ispirarono e che spesso sono riflessi nei suoi dipinti. Il paesaggio in questione dista mezz&#8217;ora in auto dal Museo Dalí di Figueres e un paio di ore da Barcellona.</p>
<h4>Figueres-Cadaqués-Cap de Creus: in viaggio dentro Dalí</h4>
<p>Che vogliate farvi visita prima o dopo aver visto il Museo Dalí, travolti o meno dal fascino della presenza del suo genio artistico, è quindi imprescindibile addentrarsi in un giro oltre Figueres (che si trova verso l&#8217;interno rispetto al mare) con un itinerario diretto verso il tratto di costa al confine tra Spagna e Francia. I paesaggi sia dell&#8217;interno che della costa sono stupendi, non devastati dall&#8217;urbanizzazione selvaggia, e la possibilità di poter viaggiare letteralmente dentro il quadro, prima o dopo averlo visto di persona, è un&#8217;occasione unica per unire l&#8217;esperienza <em>estatica</em> del viaggio (e del paesaggio) all&#8217;esperienza <em>estetica</em> di un visionario come Salvador Dalí, artista surrealista tra i più influenti. La suggestione del titolo e il simbolismo del quadro, nonché la coscienza della speciale relazione tra Dalí e questi luoghi, aprono anche la porta a un personalissimo viaggio attraverso la persistenza della memoria in ognuno: a noi la scelta di se e come varcarla, lasciando affiorare o lasciando scivolar via i ricordi, immersi nel rumore del vento o del mare, o incantati dall&#8217;energia del dipinto.</p>
<p>Si può iniziare l&#8217;itinerario dalla Casa-Museo dell&#8217;artista che si trova appunto a <strong>Port Lligat</strong>, minuscolo villaggio di pescatori in una baietta costellata di isolotti, a solo mezz&#8217;ora di auto da Figueres e pochi chilometri a nord di Cadaqués. Per arrivare qui occorre percorrere lunghi tratti con totale assenza di centri abitati, il che accentua la particolarità del paesaggio. La casa è stata ristrutturata dallo stesso Salvador Dalí, insieme a Gala, durante un periodo di 40 anni acquisendo una forma piuttosto labirintica e risulta essere molto interessante, visitabile da marzo a dicembre. </p>
<p>Affacciata sul mare, integrata nel villaggio, la costruzione si riconosce per le tipiche sculture a forma di uovo riprodotte sul tetto. A pochi minuti in auto c&#8217;è quindi <strong>Cadaqués</strong>, splendido villaggio sul mare della parte brava della Costa Brava, nonché centro artistico assai movimentato che è stato luogo di ritrovo di artisti spesso ai limiti della dissidenza durante la dittatura di Franco e che tuttora è punto di incontro di generazioni di persone collegate al mondo dell&#8217;arte. A osservarlo sembra quasi spalmato lungo la stretta fascia di terra che dalla battigia di alcune calette sale un poco verso le montagne dei Pirenei, che in lontananza svettano alte e innevate. </p>
<p>Se uscite la sera per mangiare un boccone, respirare l&#8217;atmosfera o incontrare un po&#8217; di gente del posto potete fare un salto al Bar Tao (aperto solo i fine settimana) o alla Societat l&#8217;Amistat, quest&#8217;ultimo centrale, sul mare e punto di ritrovo ben rodato. E per finire in bellezza si può visitare <strong>Cap De Creus</strong>, a pochi chilometri, che è il punto più a est della Spagna, il promontorio più sporgente di questo tratto di costa e il paesaggio rappresentato ne &#8220;La Persistenza della Memoria&#8221;. Nel dipinto però non è disegnato quello che sta in cima al promontorio e cioè il faro, praticamente arrampicato su ripide scarpate che portano alle differenti calette tutt&#8217;intorno. Semplice nella struttura quanto mozzafiato nella posizione, da qui è possibile ammirare i monti Pirenei che si toccano con il mar Mediterraneo. A 50 metri dal Faro vi è l&#8217;unica altra costruzione presente nelle vicinanze, il Bar Ristorante Cap de Creus. Si mangia bene, a prezzi medi, con vista panoramica, e al piano superiore ci sono pochi, economici e rustici appartamenti che possono essere affittati anche per una notte sola&#8230; per coloro che volessero provare il piacere di risvegliarsi immersi nella natura e nel paesaggio semi-circondati dal mare che si insinua in differenti calette con minuscole spiagge&#8230; e per coloro che volessero, perché no, sentire coi propri sensi tutta la potenza, l&#8217;emozione, la bellezza del paesaggio e metterlo in relazione con il famoso dipinto. </p>
<p>Vale la pena, anche senza essere fan di Dalí, ma è bene sapere, per chi invece lo fosse, che questo viaggio a tratti potrebbe anche arrivare a assumere addirittura le sembianze di un vero e proprio &#8220;pellegrinaggio laico&#8221; ai luoghi sacri dedicati alla memoria e alla persistenza dell&#8217;opera dell&#8217;indimenticato artista, attraverso la sua arte e i suoi luoghi natali e ispiratori.</p>
<h4>Il <em>mestizaje</em> di Barcellona</h4>
<p>Aggiungete compagni/e di viaggio adatti, fate tappa a Barcellona, e partirete allora per una vera e propria &#8220;esperienza surrealista&#8221;. Infatti per arrivare a Figueres e dintorni è comodo scegliere l&#8217;aereo e arrivare a Barcellona o anche a Girona. In entrambi i casi l&#8217;itinerario è simile e è consigliabile affittarsi una macchina per esplorare la costa e magari anche deviare un attimo e godersi il Golfo di Roses. In alternativa treno per Figueres e poi autobus di linea. </p>
<p>Scegliendo Barcellona, metropoli cosmopolita ricca di stimoli culturali e spunti per una visita, consigliamo un rapido excursus attraverso il <em>mestizaje</em>. <em>Mestizo </em>significa<em> meticcio</em>, e <em>mestizaje</em> è il relativo sostantivo, ad indicare una profonda mescolanza di generi distinti che creano un messaggio unico, artistico e non solo, originale e coerente. Il termine attualmente descrive una sorta di &#8220;movimento&#8221; multiculturale piuttosto sentito in città e apprezzato altrove, figlio delle diversità culturali che la città ha accolto nelle ultime decadi e espresso praticamente in tutti i linguaggi della modernità, dall&#8217;architettura alla musica, grazie all&#8217;incontro creativo tra persone di ogni dove a tutti i livelli, dalla strada agli studi. Quest&#8217;ambiente stimolante e creativo è tutt&#8217;oggi vivo anche se nascosto agli occhi del turista distratto. </p>
<p>Il <em>mestizaje</em> di Barcellona, recentemente scelta anche come sede per la neonata Unione del Mediterraneo che unisce l&#8217;Unione Europea con i paesi delle altre sponde del mare nostrum, si esprime con una particolare propensione verso le culture appunto del Mar Mediterraneo e risulta essere un tratto caratteristico dell&#8217;intera città. Per iniziare a percepirlo consigliamo una passeggiata in bici, senza fissarsi troppo sulla mappa, attraverso i quartieri centrali spingendosi fino alle prime periferie (le distanze sono relativamente brevi e quasi sempre si è in pianura), o seguendo la costa da Plaza Colón fino al Forum con rapide puntate verso l&#8217;interno: un&#8217;osservazione attenta e aperta alle sorprese svelerà già così il <em>mestizaje</em> ai vostri occhi, con le sue differenze e il suo dinamismo. Se poi alla sera avrete ancora forze, vi piacciono i bar fumosi con musica dal vivo, non vi scandalizzate facilmente e non avete paura del nome della via anche se potrebbe essere realmente una stradina particolare, è possibile ascoltare vere e proprie degustazioni di <em>mestizaje</em> musicale facendo un salto al piccolo locale che si trova in Carrer d&#8217;En Robador 23, nel quartiere del Raval:  jam sessions di flamenco la domenica e di jazz il mercoledì (gli altri giorni improvvisazione), dalle 21 a mezzanotte o dopo. </p>
<p>Così, con un rapido tuffo &#8220;surrealista&#8221; in un tipico luogo che comunica il <em>mestizaje </em>della città vi auguriamo di poter completare degnamente il viaggio, perché no accompagnati anche da una qualche sensazione come indimenticabile souvenir&#8230; una sorta di persistenza&#8230; di quelle che certe volte non se ne vogliono proprio andare dai nostri ricordi&#8230; e che ci faranno emozionare in ogni tempo.</p>
<h4>Approfondimenti</h4>
<p><strong>Museo Dalí &#8211; Fondazione Gala-Salvador Dalí</strong></p>
<p>Il Teatro-Museo Gala-Salvador Dalí è un gioiello artistico divenuto pinacoteca del pittore prima e museo poi per volere dello stesso artista, risulta essere l&#8217;oggetto surrealista più grande del mondo. Dalí decise di costruire il suo museo sull&#8217;antico edificio del teatro comunale distrutto alla fine della guerra civile. E&#8217; introdotto da bizzarre sculture poggiate nei pressi dell&#8217;edificio, ha un sacco di &#8220;uova&#8221; care al pittore che sbucano in alto sul tetto e è sormontato dalla caratteristica cupola geodetica, che fu ideata dallo stesso Dalí e sotto la quale è sepolto. Il museo contiene un amplio ventaglio di opere che descrivono la traiettoria artistica del pittore in un ambiente creato da Dalí stesso secondo i suoi parametri estetici.</p>
<p>Teatro-Museo Dalí, Plaza Gala Dalí 5 ,Tel. +34 972 677 500, Fax +34 972 501 666<br />
10.30-18.00 la biglietteria chiude alle 17.15<br />
Aperto tutti i giorni tranne lunedì<br />
Ingresso 11€<br />
<a href="http://www.salvador-dali.org/" target="_blank">www.salvador-dali.org</a></p>
<p><strong>Casa-Museo Salvador Dalí</strong><br />
Port Lligat, Cadaqués.<br />
Visite solo su appuntamento<br />
Tel. +34 97251015  Fax +34 972251083<br />
Aperto dal 15 marzo al 6 gennaio<br />
10.30-18.00, ingresso fino alle 17.15<br />
Aperto tutti i giorni tranne lunedì</p>
<p><strong>Bar Ristorante Cap De Creus</strong><br />
Faro di Cap de Creus, Cadaqués<br />
Cucina Catalana, appartamenti economici.<br />
Specialità pesce fresco. Vista panoramica, concerti saltuari, personale gentile, buon servizio anche se semplice.<br />
Consigliata prenotazione<br />
Tel. +34 972199005 Fax +34 972258604</p>
<p><strong>Robadors 23</strong><br />
Bar musicale<br />
Carrer d&#8217;En Robador 23, El Raval, Barcellona.<br />
Tel. +34 93 317 7171<br />
Jam sessions di flamenco la domenica e di jazz il mercoledì (gli altri giorni improvvisazione), dalle 21 a mezzanotte o dopo.</p>
<p><strong>Trasporti per Figueres</strong><br />
Autostrada AP-7 uscita Figueres, 1 ora e mezza da Barcellona.<br />
Nazionale II Barcellona/Francia, 3 ore da Barcellona<br />
Linea ferroviaria (Renfe) Barcellona/Portbou (Francia), 2 ore da Barcellona<br />
Aeroporti internazionali di Barcellona e Girona.</p>
<p style="text-align: left;">di <strong>Matteo Trivelli</strong></p>

<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/cupola-geotesica-2' title='cupola-geotesica-2'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/01/cupola-geotesica-2.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="cupola-geotesica-2" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/la-persistenza-della-memoria-3' title='la-persistenza-della-memoria-3'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/01/la-persistenza-della-memoria-3.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="la-persistenza-della-memoria-3" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/teatro-museo-dali' title='teatro-museo-dali'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/01/teatro-museo-dali.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="teatro-museo-dali" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/una-cala-en-cap-de-creus' title='una-cala-en-cap-de-creus'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/01/una-cala-en-cap-de-creus.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="una-cala-en-cap-de-creus" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus' title='vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/01/vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus-4' title='vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus-4'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2009/01/vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus-4.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="vista-da-appartamento-faro-cap-de-creus-4" /></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/03/21/in-viaggio-dentro-dali/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bologna batte Berlino</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2009/01/16/bologna-batte-berlino</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2009/01/16/bologna-batte-berlino#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 16:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[factory]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[pop]]></category>
		<category><![CDATA[pop art]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=837</guid>
		<description><![CDATA[<p>Titolo pretenzioso da leggere in chiave ironica: così la galleria <strong>Oltre Dimore </strong>titola la collettiva che inaugurerà venerdì 23 gennaio 2009 dalle ore 18, che vede presenti artisti bolognesi, per nascita o adozione.</p>
<p><strong>BOLOGNA BATTE BERLINO</strong> è uno scontro ideale tra Bologna [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo pretenzioso da leggere in chiave ironica: così la galleria <strong>Oltre Dimore </strong>titola la collettiva che inaugurerà venerdì 23 gennaio 2009 dalle ore 18, che vede presenti artisti bolognesi, per nascita o adozione.</p>
<p><strong>BOLOGNA BATTE BERLINO</strong> è uno scontro ideale tra Bologna &#8211; città assopita e Berlino &#8211; città da sempre all&#8217;avanguardia.  Per questa inedita collettiva scendono in campo sei artisti molto differenti tra loro sia per tecnica che per poetica, tuttavia accomunati da  una grande  modernità e un forte impatto espressivo; lo scontro ideale con la capitale tedesca si trasforma così in un incontro reale tra giovani artisti che nella città di Bologna credono ancora.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>FUCKTORY ART- GALLERY </strong>presenta <em>American Nightmare Revolutions</em>, collettiva nella collettiva, dove i trentatré protagonisti si trovano a manipolare tutti lo stesso supporto, ossia la Statua della Libertà, realizzata in gesso dal GRUPPO ZERO; nascono così trentatré progetti-sculture molto diversi fra loro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>NICOLA DE NIGRIS</strong>,<strong> </strong>artista eclettico, la cui pittura obbedisce a impulsi emozionali profondi, dipinge sovrapponendo colore su colore, materia su materia, similmente a strati geologici. Mediante una tecnica simile a quella dell&#8217;Informale astratto lavora con le mani e col corpo esasperando la tela. De Nigris non solo dipinge ma decontestualizza, alla maniera della Pop-Art, oggetti di uso quotidiano e di design, creando nuove opere che si potrebbero definire di &#8220;design art&#8221;.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>JUNGLE POP <em>laboratorio x </em></strong>presenta la sua collezione di sculture-gioiello ispirate agli animali della giungla. Vere e proprie opere d&#8217;arte da indossare, realizzate in argento 925 con l&#8217;antica tecnica della fusione a cera persa.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>MIRKO DONATI</strong>, artista e scenografo bolognese, lavora con tutti i materiali possibili. L&#039; artista sembra aver conseguito un corso di formazione in materiali per comprendere cosi&#039; a fondo le proprieta&#039; duttili di ogni materiali usato nelle sue opere. In occasione di questa mostra presenta per la prima volta le sue sculture<em> piombo su piombo</em>, realizzate interamente con cartucce esplose di proiettili, collegate tra loro da piombo fuso, plasmate con forme di cuori e busti di donna.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>MASSIMO COSTOLI \ CLAUDIA CONSERVA </strong>espongono <em>Danza per un corpo libero</em>,<strong> </strong>fotografie stampate su gesso e lavorate a mano, graffiate, scritte e numerate.</p>
<p>Il corpo è registrato dalla fotocamera per analizzarlo; i movimenti sono animati da una forza esterna di natura elettrica, esageratamente dinamica. La tensione non è costante poiché si alternano momenti di pausa, riflessione, chiusura. Il corpo è sezionato, scompare nel buio o riappare nella luce.</p>
<p>Pur essendo distanti sotto molteplici punti di vista, gli artisti selezionati per questa collettiva si ritrovano uniti a sostenere la causa della libertà di espressione e l&#8217;azione collettiva. Antonella Atti, titolare della galleria, intende quindi offrire una visione nel complesso propositiva, che rafforza condividendo con gli ospiti della mostra un monitor collegato on-line sui luoghi &#8220;vivi&#8221; della città. La prima telecamera riprenderà in diretta la storica Osteria del Sole, da sempre punto di ritrovo dei bolognesi doc. La seconda telecamera vigilerà su Modo Infoshop, spazio multifunzionale in via Mascarella, crocevia dei movimenti culturali e delle controculture urbane.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Info:</span></p>
<p><strong>BOLOGNA BATTE BERLINO</strong></p>
<p>Inaugurazione venerdì 23 gennaio, ore 18.00</p>
<p><strong>Oltre Dimore </strong><br />
Via Urbana 6, Bologna<br />
Tel &#8211; Fax + 39 051 331217<br />
<a href="http://www.dimore-sas.com">www.dimore-sas.com</a>; <a href="mailto:&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x64;&#x69;&#x6d;&#x6f;&#x72;&#x65;&#x2d;&#x73;&#x61;&#x73;&#x2e;&#x63;om">&#x69;&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#x64;&#x69;&#x6d;&#x6f;&#x72;&#x65;&#x2d;&#x73;&#x61;&#x73;&#x2e;&#x63;om</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2009/01/16/bologna-batte-berlino/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Darwin 1809-2009.</title>
		<link>http://www.gorillamagazine.it/2008/12/20/darwin-1809-2009</link>
		<comments>http://www.gorillamagazine.it/2008/12/20/darwin-1809-2009#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 19:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Photogallery]]></category>
		<category><![CDATA[darwin]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gorillamagazine.it/?p=824</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>Darwin 1809-2009</strong>, realizzata a 200 anni dalla nascita del grande naturalista inglese la cui teoria è ancora al centro del dibattito culturale, è la più grande mostra rivolta al grande pubblico mai realizzata sullo scienziato inglese. Nel solco di una [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Darwin 1809-2009</strong>, realizzata a 200 anni dalla nascita del grande naturalista inglese la cui teoria è ancora al centro del dibattito culturale, è la più grande mostra rivolta al grande pubblico mai realizzata sullo scienziato inglese. Nel solco di una tradizione espositiva coltivata da più un secolo presso l&#8217;<a href="www.amnh.org"><strong>American Museum of Natural History</strong></a> di New York, l&#8217;esposizione intreccia i linguaggi della storia, della narrazione, del naturalismo, della filosofia della scienza e delle ricerche sperimentali contemporanee.</p>
<p>La biografia avventurosa del giovane Darwin, le sue complesse relazioni familiari, l&#8217;immersione nella cultura inglese dell&#8217;epoca e nei suoi conflitti, il celebre viaggio attorno al mondo di cinque anni diventano espedienti suggestivi per raccontare la nascita di un&#8217;idea rivoluzionaria, le domande iniziali, le scoperte entusiasmanti, i prodromi di un&#8217;idea, le incertezze iniziali, i timori, il lungo silenzio e infine la pubblicazione <em><strong>On the origin of species</strong> </em>che fece tanto scalpore, nel 1859.</p>
<p>La versione italiana della mostra, con integrazioni inedite e organizzata in collaborazione con <strong>Codice Cultura</strong>, sarà curata in prima persona da <strong>Niels Eldredge</strong>, responsabile della divisione invertebrati dell&#8217;American Museum of Natural History di New York, fra i maggiori evoluzionisti contemporanei, con l&#8217;aiuto di <strong>Ian Tattersall</strong> fra i massimi esperti al mondo di evoluzione umana e direttore della <strong>Hall of Human Evolution</strong> presso l&#8217;American Museum of Natural History. Il lavoro degli studiosi americani sarà coadiuvato da <strong>Telmo Pievani</strong>, associato di Filosofia della Scienza presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, filosofo della biologia ed esperto di teoria dell&#8217;evoluzione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Info:</span></p>
<p><strong>Darwin 1809 &#8211; 2009</strong></p>
<p>12 febbraio &#8211; 3 maggio 2009</p>
<p>A cura di Niles Eldredge, Ian Tattersall e Telmo Pievani</p>
<p><a href="http://www.palazzoesposizioni.it" target="_blank">www.palazzoesposizioni.it</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gorillamagazine.it/2008/12/20/darwin-1809-2009/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
