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	<title>Gorilla Magazine &#187; Body Performance</title>
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	<description>Contemporary &#38; Underground Art magazine</description>
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		<title>Transart09. A settembre e ottobre il vento del contemporaneo soffia in Alto Adige</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p align="justify">E&#8217; a settembre che  soffia il vento del contemporaneo. Progetti sperimentali, concerti,  teatro-danza, videoconferenze, performance letterarie e spettacoli multimediali  compongono il multiforme programma di <strong>Transart09</strong>, che attraverserà  la provincia di Bolzano <strong>dall&#8217;11 settembre al 9 ottobre</strong>.</p>
<p align="justify">La musica contemporanea  di Martin [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">E&#8217; a settembre che  soffia il vento del contemporaneo. Progetti sperimentali, concerti,  teatro-danza, videoconferenze, performance letterarie e spettacoli multimediali  compongono il multiforme programma di <strong>Transart09</strong>, che attraverserà  la provincia di Bolzano <strong>dall&#8217;11 settembre al 9 ottobre</strong>.</p>
<p align="justify">La musica contemporanea  di Martin Matalon, Wolfgang Rihm e Paul Hindemith, nell&#8217;esecuzione  dell&#8217;<strong>International Ensemble Modern Academy</strong>, sarà la trama  sonora di due pellicole  di culto nel loro genere: <em>Un Chien  Andalou </em>di  Salvador Dalì   diretto da Luis Buñuel e <em> Im Kampf mit dem Berge </em>di Arnold Fanck. Un&#8217;inaugurazione all&#8217;insegna   della più stretta interazione tra generi  artistici, quella dell&#8217;11  settembre all&#8217;Ex Alumix,  sede inedita per il Festival. Situato  nella zona industriale di Bolzano, sarà il cuore di questa nuova edizione.  Con un&#8217;area lounge e il ricordo alla biennale Manifesta 7 ospitata  l&#8217;anno scorso, l&#8217; Ex Alumix non sarà solo una location di   eventi culturali, ma dimostrerà anche come la cultura contemporanea  possa essere uno stile di vita al passo con i tempi, grazie alla rinnovata  collaborazione con Museion, museo di arte moderna e contemporanea di  Bolzano.</p>
<p align="justify">Qui la coppia di artisti  <strong> Dean &amp; Britta</strong> dedica il suo omaggio romantico e pop al genio  di  Andy Warhol con <em>13 Most Beautiful&#8230;Songs for Andy Warhol&#8217;s  Screen Tests</em> (15.9); <strong>Kurt</strong> <strong>Hentschlȁger</strong>, una delle  due anime dei Granular Synthesis, ci introduce all&#8217;esperienza multimediale  e sensoriale spazializzata di <em>Feed,</em> un progetto unico nel suo  genere, realizzato per la Biennale di Teatro di Venezia (18. e 19.9.),  mentre l&#8217;<strong>Ensemble on_line</strong>, formazione di punta nel panorama  della ricerca elettronica, darà suono al film <em>Outer Space</em> di  Peter Tscherkassky con tre composizioni eseguite in prima italiana (20.9).</p>
<p align="justify"><strong>Blixa Bargeld</strong>,  leader storico degli Einstürzende Neubauten, non potrà che sentirsi  a casa negli spazi industrial dell&#8217;Ex Fabbrica di Alluminio, dove  presenterà il progetto <em>Rede/Speech</em> basato sulla emissione,  registrazione, iterazione e sovrapposizione di sillabe, parole, frasi  e vocalizzi. Attraverso la sua voce, il cantante berlinese costruirà  una vera e propria architettura sonora.</p>
<p align="justify">Un vero e proprio viaggio  nel tempo invece, quello che <strong>Philip Glass</strong> ha composto per accompagnare  musicalmente l&#8217;affascinante galleria fotografica di <strong>Frans Lanting</strong>,  uno dei fotografi di punta del National Geografic. <em>Life &#8211; a yourney  through time for orchestra and visuals</em> (3.10) è un&#8217;opera per  grande orchestra sinfonica e proiezioni dia che descrive la vita come  un susseguirsi di differenti stadi temporali. Un evento che nasce dalla  collaborazione tra Transart09 e Time_code, iniziativa del Comune di  Bolzano, Progetto Tempi della città.</p>
<p align="justify">Ancora contaminazioni,  continue interferenze tra arte visiva, danza e musica: <strong>T.E.M.A</strong>,  compagnia di danza capitanata da Veronica Riz, presenta <em>Fí  De Sëda</em> il suo nuovo progetto ispirato alla leggenda di Re Laurino  e nato dalla collaborazione tra le sperimentazioni elettroniche di <strong> Ulrich Troyer</strong> e le provocazioni coreografiche di <strong>Hubert Kostner </strong> (5., 6., 7.10).  <a name="0.2_OLE_LINK1"></a><a name="0.2_OLE_LINK2"></a>Sempre sotto le  volte dell&#8217;ex Alumix, un&#8217;orchestra costituita da 16 artigiani che  suonano i ferri del loro mestiere, quattro voci femminili, una voce  recitante e un percussionista saranno i protagonisti di un altro viaggio  nel tempo, quello di <em>Experimentum Mundi</em>, opera di teatro musicale  composta da  <strong>Giorgio Battistelli</strong>. Timbri e richiami perduti  nel tempo rievocano la vita di villaggi ormai scomparsi.</p>
<p align="justify">Il filo rosa del contemporaneo  di Transart09 non si ferma qui! Giungerà all&#8217;Eurac di Bolzano  per porsi un quesito tanto attuale quanto apparentemente sgrammaticato:  Chi è la tua città? <em>Who&#8217;s your city? </em> Un interrogativo tratto dall&#8217;omonimo bestseller del sociologo statunitense <strong> Richard Florida</strong>, dedicato ai luoghi di eccellenza che funzionano  come un &#8220;magnete del talento&#8221; e che riescono ad attrarre nei  loro confini le teste migliori e prosperare grazie a esse. Città e  nazioni dove il tris talento- tecnologia- tolleranza, le &#8220;tre T&#8221;,  brillante marchio di fabbrica di Florida, hanno preso la residenza &#8230;  A discuterne in videoconferenza con l&#8217;autore americano l&#8217;economista <strong> Pierluigi Sacco</strong> e <strong>Andrea Zeppa</strong>, vicepresidente della Fondazione  Cassa di Risparmio.</p>
<p align="justify">Il vento del contemporaneo  soffierà inoltre a Merano, Fortezza, Bressanone e Appiano, portandoci  in altre latitudini. Suoni che raccontano dei riti religiosi degli Aymara,  dell&#8217;aria rarefatta che aleggia su paesaggi ad alta quota e del crepuscolo  dilatato all&#8217;infinito echeggeranno nelle navate della chiesa Parrocchiale  di Merano (12.9), dove si esibirà l&#8217;<strong>Orquesta Experimental de Instrumentos  Nativos</strong>, ensemble boliviano nato per tradurre nella contemporaneità  gli strumenti tipici dell&#8217;altipiano andino. Duecento interpreti si  esibiranno insieme dal vivo, sparsi tra il cortile e le mura del forte  austro-ungarico circondato dalle montagne di Fortezza (13.9): i brani  percussionistici di John Cage si sovrappongono ai canti di montagna  sullo sfondo di musica elettronica da cui emergono i versi dei grandi  poeti del presente e del passato. La voce di <strong>Annaliese Breitenberger</strong>,  una delle più famose interpreti dello jodel, guiderà gli spettatori/ascoltatori  all&#8217;interno del dedalo di suoni della composizione <em>LABYRINTH 6-11</em> di <strong>Wolfgang Mitterer:</strong> un concerto memorabile da ascoltare in  prima assoluta e attraversare con abbandono in occasione della Mostra  interregionale &#8220;Labirinto Libertà&#8221;. La Lanserhaus di Appiano ospiterà  una serata dedicata alla musica italiana contemporanea e sperimentale  che prende spunto dall&#8217;esecuzione di un brano di Luigi Nono, padre  putativo dell&#8217;avanguardia della nostra nazione (22.9). Dai non-orizzonti  di Nono alla nuova opera del compositore ladino <strong>Eduard Demetz</strong> che va a scavare nel profondo della terra dolomitica per raccontarci  il mistero della sua pelle rocciosa. L&#8217;opera di <strong>Francesco Filidei</strong> chiude questo viaggio nello sperimentale dal sapore mediterraneo.</p>
<p align="justify">A Bressanone, dove il  compositore <strong>Niccolò Castiglioni</strong> ha vissuto gli ultimi anni della  sua vita, si svolge l&#8217;omaggio tra musica e parole che gli viene dedicato  dall&#8217;ensemble <strong>Klangforum Wien</strong> e dal festival Transart, insieme  ai musicisti e agli amici che qui lo avevano conosciuto (27.9.). Due  le prime assolute dedicate al maestro da Martino Traversa ed Emilio  Pomárico.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.transart.it/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">www.transart.it</span></a></p>
<p align="justify"><a name="0.2_graphic05"></a><img src="https://mail.google.com/mail/?name=d33be9805ff33117.jpg&amp;attid=0.2&amp;disp=vahi&amp;view=att&amp;th=12329368743e26b2" alt="Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine." width="1" height="1" /></p>
<p>IL PROGRAMMA</p>
<p><strong>11.09</strong> Venerdì<br />
<strong>TRANSART OPENING</strong> &gt; <strong>MUSIC  + FILM</strong><strong><br />
</strong><br />
Bolzano<br />
EX-ALUMIX &gt; Via Volta 11<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Internationale Ensemble Modern  Akademie . Martin Matalon . Wolfgang Rihm . Paul Hindemith</strong></p>
<p>Martin Matalon &gt; Las siete vidas de un  gato (1996) 18&#8242;<br />
Musiche per il film di Luis Buñuel | Salvador Dalí Un Chien Andalou  per 8 musicisti ed elettronica</p>
<p>Wolfgang Rihm &gt; Bild (1984) 9 &#8211; 18&#8242;<br />
Esecuzione musicale con film di Luis Buñuel | Salvador Dalí Un Chien  Andalou</p>
<p>Paul Hindemith &gt; Im Kampf mit dem Berge  (In Sturm und Eis) (1921) 54&#8242;<br />
Omonima musica del film di Arnold Fanck, della versione accorciata dei  &#8220;Moskauer Materials&#8221; realizzata da Lothar Prox.</p>
<p><strong>12.09</strong> Sabato<br />
<strong>MUSIC </strong></p>
<p>Merano<br />
CHIESA PARROCCHIALE &gt; Piazza Parrocchia<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Orquesta Experimental de Instrumentos  Nativos </strong>&gt;  Bolivia Experimental</p>
<p>Direttore &gt; <strong>Cergio Prudencio<br />
</strong><br />
Graciela Paraskevaidis &gt; Y allá andará según  se dice<br />
Cergio Prudencio &gt; Cantos crepusculares<br />
Canela Palacios &gt; La permanencia<br />
Cergio Prudencio &gt; Cantos ofertorios PI</p>
<p><strong>13.09</strong> Domenica<br />
<strong>MUSIC</strong></p>
<p>Fortezza<br />
FORTE DI FORTEZZA<br />
&gt; ore 16</p>
<p><strong>Anneliese Breitenberger . Singgemeinschaft Runggaditsch . Kirchenchor  Klausen. Coro Monti Pallidi . Bürgerkapelle Mühlbach . Musikkapelle  Schabs . Musikkapelle Villanders. conTakt</strong></p>
<p><strong></strong>Wolfgang Mitterer &gt; LABYRINTH 6-11 PM</p>
<p><strong>15.09</strong> Martedì<br />
<strong>MUSIC + FILM</strong></p>
<p>Bolzano<br />
EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Dean&amp;Britta</strong></p>
<p><strong></strong>&gt; 13 Most Beautiful&#8230; Songs for Andy Warhol&#8217;s Screen Tests<br />
<em>13 &#8220;Screen Test&#8221; portrait films by Andy Warhol, with songs performed  by Dean &amp; Britta</em></p>
<p><strong>18.09 | 19.09</strong> Venerdì | Sabato<br />
<strong>MUSIC + MULTIMEDIA</strong></p>
<p>Bolzano<br />
EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; ore 19.30 e ore 22.30</p>
<p><strong>Kurt Hentschläger</strong></p>
<p><strong></strong>&gt; FEED</p>
<p><strong>20.09</strong> Domenica<br />
<strong>MUSIC + FILM<br />
</strong><br />
Bolzano<br />
EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Ensemble on_line<br />
</strong><br />
Direttore &gt; <strong>Simeon Pironkoff</strong></p>
<p>Octavio Lopez &gt; Inside Outer Space pour  ensemble et dispositif électronique sur le film Outer Space de Peter  Tscherkassky<br />
José Luis Campana &gt; Suite pour Axolotl<br />
Germán Toro-Pérez &gt; Nuova opera per solisti  e fisarmonica PI<br />
Daniel de la Cuesta &gt; Ilargiaren kantua (2009)  für per flauto, sassofono contralto, clarinetto basso, percussioni,  pianoforte, violino, viola e violoncello PI<br />
Jorge Sánchez-Chiong &gt; Nuova opera per Turntables,  Ensemble e Live-Video PI</p>
<p><strong>22.09</strong> Martedì<br />
<strong>MUSIC<br />
</strong><br />
Appiano<br />
RAIFFEISENFORUM LANSERHAUS &gt; via J.G. Platzer 22-24<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Wolfgang Rabensteiner .  Michael Lantschner</strong> . In collaborazione con il Biennio di Musica e Nuove Tecnologie del  Conservatorio &#8220;C. Monteverdi&#8221;  di Bolzano<br />
Luigi Nono &gt; Post-prae-ludium per Donau  per Tuba e Live Electronics, 13 min<br />
<strong>Wolfgang Rabensteiner. conTakt  . Eduard Demetz<br />
</strong>Eduard Demetz &gt; CHEDUL: per percussionisti, tuba e samples,  12 min<br />
&gt; sasc I | tiëra  | sasc II<br />
<strong>conTakt</strong></p>
<p><strong></strong>Francesco Filidei &gt; L&#8217;Opera (forse) &#8211; Otto  sketch in un Atto unico, 10 min<br />
Francesco Filidei  &gt; I Funerali dell&#8217;Anarchico  Segantini, 11 min</p>
<p><strong>23.09</strong> Mercoledì<br />
<strong>SPEECH </strong><strong><br />
</strong><br />
Bolzano<br />
EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Jörg Zemmler | Blixa Bargeld<br />
</strong>Jörg Zemmler &gt; / &amp;.&gt;&lt;1!&#8217;*ÜÄÖäö#+ü-,_:;+-/=),  30 min<br />
Blixa Bargeld &gt; Rede/Speech, 120 min</p>
<p><strong>27.09 </strong>Domenica<br />
<strong>MUSIC + SPEECH </strong><strong><br />
</strong><br />
Bressanone<br />
&gt; ALUPRESS &gt; via Kravogl 2<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Klangforum Wien &gt; Hommage a Niccolò  Castiglioni<br />
</strong>Direttore &gt; <strong>Emilio Pomárico </strong><br />
<em>Prolog </em><br />
Eduard Demetz &gt; Flying Carpet, 10 min<br />
Manuela Kerer, Silvia Cesco, Eduard Demetz: conversazione intorno a  Niccolò Castiglioni<br />
Niccolò Castiglioni &gt; Tropi, 8 min<br />
Anton Webern &gt; Symphonie op. 21, 10 min<br />
Niccolò Castiglioni &gt; Capriccio, 7 min<br />
Martino Traversa &gt; Landscape, 12 min PM<br />
Niccolò Castiglioni &gt; Risognanze, 11 min<br />
Emilio Pomárico &gt; New Piece, 5 min PM</p>
<p><strong>30.09</strong> Mercoledì<br />
<strong>SPEECH<br />
</strong><br />
Bolzano<br />
&gt; EURAC &gt; viale Druso 1<br />
&gt; ore 20.30</p>
<p><strong>Richard Florida . Pier Luigi Sacco . Andrea Zeppa<br />
</strong>Richard Florida &gt; Who&#8217;s your city?<br />
Videoconferenza con Richard Florida; dal vivo Pier Luigi Sacco e Andrea  Zeppa</p>
<p><strong>03.10</strong> Sabato<br />
<strong>MUSIC + MULTIMEDIA<br />
</strong><br />
Bolzano<br />
&gt; EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; Ore 20.30<br />
<strong>Orchestra Haydn</strong> <strong>&gt; LIFE: A Journey Through Time</strong><br />
Direttrice &gt; <strong>Keiko Mitsuhashi</strong><br />
Musica &gt; <strong>Philip Glass<br />
</strong>Foto &gt; <strong>Frans Lanting</strong><br />
Arrangement &gt;<strong> Michael Riesman</strong><br />
<em>&#8220;Ogni forma di vita porta su di sé  il segno di tutta la storia della terra.&#8221;<br />
Frans Lanting</em></p>
<p><strong>05.10 | 06.10 | 07.10</strong><br />
<strong>MUSIC + DANCE</strong></p>
<p>Bolzano<br />
&gt; EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; Ore 20.30<br />
<strong>Veronika Riz . T.E.M.A. (Anca Huma, Kikuta Kanae, Ruben Reniers)  . Ulrich Troyer . Hubert Kostner . Martin Prast . Stefano Bernardi .  Studenti della Facoltà di Design e Arti della Libera Università  di Bolzano<br />
</strong></p>
<p><strong>09.10<br />
</strong><strong>MUSIC </strong><strong></strong></p>
<p><strong></strong>Bolzano<br />
&gt; EX-ALUMIX &gt; via Volta 11<br />
&gt; Ore 20.30<br />
<strong><br />
16 artigiani, 4 voci femminili, 1 voce recitante e 1 percussionista  . Giorgio Battistelli</strong></p>
<p><strong></strong>Giorgio Battistelli &gt; Experimentum Mundi<br />
Un&#8217;opera di musica immaginistica su testi scelti tratti da &#8220;Encyclopédie  française ou Dictionnaire raisonnée des Arts et des Métiers&#8221;  di Diderot e D&#8217;Alembert (Paris 1751-1777)</p>
<p><img src="https://mail.google.com/mail/?name=d33be9805ff33117.jpg&amp;attid=0.2&amp;disp=vahi&amp;view=att&amp;th=12329368743e26b2" alt="Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine." width="1" height="1" /></p>
<p>PREVENDITA BIGLIETTI</p>
<p><strong>Dal 24.08 al 10.10<br />
Lunedì &#8211; Venerdì &gt; ore 9 &#8211; 12 | 15  &#8211; 19 . Sabato ore 9 &#8211; 12<br />
</strong><br />
<strong>Disco New</strong><br />
via Ospedale 1<br />
I-39100 Bolzano<br />
T +39 0471 970896</p>
<p>ENTRATA</p>
<p>Per serata &gt; Euro 18<br />
Prezzo prevendita Internet &gt; Euro 15<br />
Ridotto &gt; Euro 10<br />
(Ridotto: studenti, senior, Kulturpass, abbonati Teatro Stabile)</p>
<p>ABBONAMENTI</p>
<p>Abbonamento musica classica contemporanea  &gt; 3 concerti (20.09. | 22.09. | 27.09.) &gt; Euro 30<br />
Abbonamento Ex-Alumix &gt; 9 concerti &gt; Euro 90<br />
INGRESSO LIBERO</p>
<p>13.09. | 30.09. | 3.10.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Mito e Poesia alla Wunderkammern. Ipotesi e questioni prima della mostra del 4 Dicembre</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gorilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Gorilla Magazine</strong> è lieta di presentare ai suoi lettori una riflessione critica scritta a due mani da  <strong>Gianni Piacentini</strong> e <strong>Alessandra Troncone</strong> come incipit all&#8217;evento intitolato &#8220;<strong>Il Mito. Sancisci e scardina</strong>&#8221; che si terrà nella sede espositiva romana della<strong> </strong><a href="http://www.wunderkammern.net"><strong>Associazione Culturale</strong> <strong>Wunderkammern</strong></a>, una riflessione articolata [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Gorilla Magazine</strong> è lieta di presentare ai suoi lettori una riflessione critica scritta a due mani da  <strong>Gianni Piacentini</strong> e <strong>Alessandra Troncone</strong> come incipit all&#8217;evento intitolato &#8220;<strong>Il Mito. Sancisci e scardina</strong>&#8221; che si terrà nella sede espositiva romana della<strong> </strong><a href="http://www.wunderkammern.net"><strong>Associazione Culturale</strong> <strong>Wunderkammern</strong></a>, una riflessione articolata in un evento espositivo/performativo sul concetto del mito inteso in senso sia umano che naturalistico.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/mito-aris-installazione-fieno' title='mito-aris-installazione-fieno'><img width="150" height="131" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/mito-aris-installazione-fieno.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mito-aris-installazione-fieno" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/attachment/55866' title='55866'><img width="150" height="108" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/55866.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="55866" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/amendola_1' title='amendola_1'><img width="112" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/amendola_1.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="amendola_1" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/amendola_binga' title='amendola_binga'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/amendola_binga.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="amendola_binga" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/mito-aris-mito-don-celestino-calice' title='mito-aris-mito-don-celestino-calice'><img width="112" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/mito-aris-mito-don-celestino-calice.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mito-aris-mito-don-celestino-calice" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/mito-don-celestino-parete-fieno' title='mito-don-celestino-parete-fieno'><img width="91" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/mito-don-celestino-parete-fieno.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mito-don-celestino-parete-fieno" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/parete-fieno' title='parete-fieno'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/parete-fieno.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="parete-fieno" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/tomaso-binga' title='tomaso-binga'><img width="150" height="111" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/tomaso-binga.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="tomaso-binga" /></a>
</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>MITO</strong></p>
<p>Il gruppo bresciano <strong>ARIS</strong>, da non confondere con Ares,  propone materiali vari che costituiscono le prove per un processo documentario atto a mitizzare individui. Tracce sparse e notizie biografiche analizzate e rintracciate allo scopo dell&#8217;elaborazione di un corpus grazie al quale un individuo possa assurgere a <strong>&#8220;mito&#8221;</strong>.  Non sappiamo cosa vedremo in galleria ma già nell&#8217;obiettivo che gli ARIS si prefiggono, la mitizzazione, prendono le mosse una serie di questioni aperte sulle quali lo spettatore si confronterà in sede espositiva.  La definizione di mito si differenzia innanzitutto dal consueto concetto di &#8220;star&#8221; che del &#8220;system&#8221; industriale e di massa è il prodotto. Bisogna insomma far piazza pulita dei media della sferica società contemporanea, come pure dei concetti di super-omismo, di divinità, perfino dei &#8220;casi&#8221; umani, letterari o artistici.</p>
<p>Gli ARIS sembrano tornare ad una concezione auratica svincolata da iconismi di superficie in voga nei nostri tempi. No. Scelgono il mito e la sua esemplarità umana, nonostante il mito risalga la linea leggendaria e favolosa che deriva da una visione delle divinità e degli eroi  in rapporto con l&#8217;origine del mondo, del genere umano o di un popolo, fino a identificare in una persona, una cosa o un fatto una valenza leggendaria che trascende l&#8217;individuo (ad esempio: il mito di un personaggio storico o di un politico).</p>
<p>Gli ARIS si dovrebbero cioè distinguere dai &#8220;talent-scout&#8221; (tanto presenti in tutte le forme del nostro contemporaneo) e inventare un loro metodo per far condividere e riconoscere qualità universali di singoli individui, attivando cioè un sistema (che chiamar <em>strategia</em> suona improprio), un percorso, prestabilito a monte, che conduca al riconoscimento assoluto di personalità significative. Ci aspettiamo che l&#8217;esperienza dei gruppi artistici degli anni ottanta/novanta, sorta di agenzie che adottavano cultura sociologica e vere e proprie strategie del business per auto promuoversi e tautologicamente esistere in quanto prodotto riflessivo dello stesso sistema economico che li poteva far generare, sia davvero finita.</p>
<p>Ebbene, da parte degli ARIS, questi procedimenti dovrebbero essere differenti. Se la loro non è un&#8217;opera ma un&#8217;operazione complessa che mira al <em>mito di fondazione incarnato,</em> per quanto modesto, privato e individuale possa essere, la loro grande opera si potrà dire compiuta quando ci dimenticheremo del gruppo stesso a favore del mito da essi costruito. Il mito indipendente da loro dovrebbe prendere il sopravvento. Ma non pare questo il modo di incoraggiarli.</p>
<p>Di certo il confronto tra queste due autonomie ed energie, che non dovrebbero operare in simbiosi ma indipendenti, si basa su una ricerca di documenti e prove di esistenza che non andrebbero a interferire con quella che è la vita e, diremo, le opere dei candidati.  A quanto pare questi individui si sottopongono ad un contratto&#8230;  Ora, un individuo comune serba caratteristiche degne e capaci di reggere all&#8217;imposizione di cui gli artisti ARIS lo grava? Sono forti e lucidi, sia gli individui che gli artisti, di accollarsi un simile impegno?</p>
<p>Lasciamo aperta la questione giacché sarà il tempo e il loro percorso a darci risposte. In questa fase appare interessante la loro scelta di campo e il confronto col pubblico dell&#8217;arte, avvezzo a opere finite e definite. Un opera-operazione in fieri, è una sfida aperta: quanto meno un miraggio davvero visibile, quando non una vera fondazione esistenziale.  Tutto nell&#8217;operazione degli ARIS genera dubbi e scatena questioni. Sono proprio questi i meriti dei bresciani: i quesiti irrisolti di cui domandare risposte e alimentare nuovi dubbi.  Persone comuni sarebbero miti perfetti? Ogni individuo potrebbe essere mitizzato?</p>
<p>Alcune peculiarità rendono alcuni individui emblematici o, come intitolava un artista una sua opera &#8220;anch&#8217;io sono Dio&#8221;?  Nella mostra alla Wunderkammern è scelto per &#8220;mito&#8221; ad esempio un prete. Ma può essere dato da un prete l&#8217;avallo a essere preso per &#8220;mito&#8221; anziché per &#8220;santo&#8221;?  Se stupisce che <strong>Van Gogh</strong> non sia ancora stato fatto beato (il suicidio non nega la sua vita esemplare) altrettanto stupisce che un prete possa accettare di essere stato scelto. Verificheremo, sempre che ciò abbia senso, la verità dei dati, dei documenti che gli ARIS  proporranno in mostra. Ma la supposta verità dei documenti induce a riflettere sulla necessità dei miti. Oppure alle prime tracce esposte ci renderemo conto di esser caduti in un tranello. D&#8217;altronde di miti resistenti è perennemente privo il mondo. Rendere qualcuno, prima della compiutezza dell&#8217;intera vita, protagonista nel ruolo di mito finisce forse per assegnargli un premio in anticipo sui meriti e gli esiti futuri. Fornire un aura, &#8220;incoronare&#8221; <em>subito</em>, dovrebbe in qualche modo predestinare e rendere partecipi della scelta operata. L&#8217;oggetto diventa soggetto. Il prescelto, in un rito che non conosciamo, espanderà naturalmente il raggio della sua azione, la persuasività della sua voce, la rappresentatività delle sue parole.</p>
<p>Gli ARIS ricercano il tempo perduto e quello futuro, in coincidenza. La leggenda umana, destinata all&#8217;umanità, è nominata come un titolo onorifico sulle spalle dei cavalieri prescelti.  <strong>Jusep Torres Campalans</strong> è un pittore mitico, inventore a Parigi (con Picasso e Braque) del cubismo, a un certo punto della sua precoce vita a contatto coi grandi scelse la vita selvaggia tra gli indiani montanari del Messico. <strong>Max Aub</strong> tumultuoso e anarchico letterato nel 1958 ne raccontò la vita, riflettendo sull&#8217;evoluzione delle idee artistiche con cui si formò più di una generazione. In un&#8217;epigrafe della biografia lo scrittore sottolinea con una citazione &#8220;come può esistere verità senza menzogna?&#8221;. Campalans è un mito. Inesistente. L&#8217;operazione di Aub è fondamentale.</p>
<p align="justify">Trasformare una persona &#8216;normale&#8217; (ma poi esiste la normalità?) in mito è un&#8217;operazione che all&#8217;arte e agli artisti dovrebbe riuscire benissimo. Se da Duchamp in poi ad ogni oggetto comune è permesso di passare ad uno status auratico, superiore, di entrare nell&#8217;Olimpo dell&#8217;arte &#8211; per riprendere il concetto di mito così come affrontato da Gianni &#8211; è evidente come questo possa accadere anche con le persone.</p>
<p align="justify">Ma, tra le possibili letture della mostra degli ARIS, non sottovaluterei il discorso mediatico. In attesa di vedere i materiali da loro proposti ed esposti, mi sembra comunque di intravedere una componente ironica, un accento sul come sia facile diventare &#8216;mitici&#8217; più che &#8216;miti&#8217; al giorno d&#8217;oggi. Un discorso che dunque appare nelle sue pieghe sociologico e antropologico, che non può non riportare ai meccanismi, talvolta perversi, che oggi aiutano a raggiungere fama e notorietà.</p>
<p align="justify">Leggendo degli ARIS, mi balzano agli occhi parole come &#8220;indagine&#8221;, &#8220;analisi scientifica&#8221;, &#8220;catalogazione&#8221;, segno di un intervento che fonda su basi solide, lucide, strutturalmente definite. Eppure, la scelta dei miti è per forza di cose arbitraria, forse casuale oserei dire.</p>
<p align="justify">Anche eroi si può diventare per caso; allo stesso modo, si può essere trasformati in mito per mano dell&#8217;arte (mi vien da pensare alle modelle firmate da <strong>Manzoni</strong>, presenze fisiche marchiate dal segno indelebile dell&#8217;artista che continuano a vivere nella memoria storico-artistica, seppur prive di nome).</p>
<p align="justify">Interessante mi pare anche la dicotomia tra processo e risultato; il primo impalpabile, un <em>in fieri </em>che presuppone una strategia mentale, innanzitutto. Il secondo fortemente oggettuale, legato a quei beni che si caricano di un significato particolare per il loro essere legati alla vita del &#8216;mito&#8217;. Oggetti che assumono il sapore di reliquie, se non di feticcio, e che riportano a un contesto propriamente fisico.</p>
<p align="justify">Come dire, siamo quel che mangiamo, quel che usiamo. E poi quel che le persone sanno e ricordano di noi (tra il materiale presentato dovrebbero esserci delle interviste). La memoria si condensa negli oggetti e nelle parole, due elementi qui facce della stessa medaglia.</p>
<p align="justify">Concordo con Gianni: le questioni sono tante, e di certo la mostra non mancherà di suscitarne delle nuove.</p>
<p align="justify">
<p style="text-align: left;"><strong>POESIA</strong></p>
<p>Se dipendesse da lei , dalla poesia, preferirebbe fare giusto l&#8217;ancella mansueta. Operosa ma invisibile, modestamente fiera nella sua condizione remota, dedita alla riflessione del/sul mondo. Compagna solitaria non imbellettata come altre arti che condividono col pubblico il loro palco mondano. E infatti anche per la poesia le cose cambiano quando si pensa ai poemi trionfali e tronfi o quando si era poeti avanguardisti e si poteva contare sulla voluttà di essere fischiati.</p>
<p>Oggi la melma copre i colletti, le cravatte, i decoltè: la pelle si bagna e un poco la assorbe.  E allora la crociata, vecchia e sempre nuova, che fa la poesia è di non starsene quieta, scritta sui fogli, in <em>Times New Roman </em> dimensione 12 o 14, ma ancora, ove possibile e in chi &#8220;non la vuol mandar giù&#8221;, la poesia fuoriesce, viene emessa. Di voce. La si bisbiglia o la si grida, la si declama o frantuma in schegge vocali che non potrebbe registrare una pagina scritta proprio come certa musica contemporanea non riesce a contenerla lo spartito.  Gia perché di primo acchito saremmo certi che la poesia ha senso sulla carta negandole proprio la sua originaria oralità modulata, quasi canzone di sillabe, trasmessa alle orecchie.</p>
<p>Da conservare poi come presenza pulsante nel cervello impressionato e commosso. La poesia, si pensa di consueto, sarebbe un deposito, una polvere, nel suo formarsi e crescere, più lenta delle lancette dell&#8217;orologio. Uno strato grigio, la polvere, che su alcuni oggetti e superfici attecchisce meglio, e sospinta dall&#8217;andare dell&#8217;aria compone riccioli e aeree mareggiate. Ma questo non piace a chi ha memoria della storia della voce poetica e resta un vendicativo e ribelle anche dopo una smaliziata gioventù (che, di suo, facilmente estremizza).</p>
<p>Alla soglia del buon senso, che viene con la maturità, ci si ritira in accademia e si opta, dopo l&#8217;impegno, per la classicità o per l&#8217;impiego. Ma impiegati dell&#8217;arte, come è noto, non ce ne possono essere.  Davvero che per <strong>Tomaso Binga</strong> (<em>alter</em> di Bianca Menna) e per <strong>Antonio Amendola</strong> la poesia è un&#8217;arte civile pronta a rintracciare tutte le valenze del suono, del rumore, del gesto e del corpo. E nel corpo del poeta vivente che opera sta il vero strumento che non dà spettacolo ma certo fa mostra di sé nel presente.  La vera opera è quindi la presenza del poeta ma anche dell&#8217;ascoltatore. Tutti in carne e ossa armoniche.  E a parlare di poesia al loro riguardo, con la sfrontatezza che ci è propria, non ci si sorprende di inclusioni per far coesistere del mondo, seppur rarefatti o <em>in nuce</em>, tutti i suoi suoni, i suoi versi, i suoi rumori.</p>
<p>Con un atteggiamento civile, detto per inciso in sintesi azzardata, i nostri sembrano tener conto della vera avanguardia storica italiana che è il <strong>&#8220;Giorno&#8221; del Parini</strong>.  Nel triangolo poe-fonico di Tomaso Binga, Bianca Menna e Antonio Amendola tutto è acuminato o tagliente pure quando seduce la tondità dei dettagli.  Se la poesia aggredisce è perché risponde con le proprie armi ad un affronto. Sceglie di competere con la forza alle aggressioni subite. Ai rumori risponde coi rumori, alle storture della <em>civiltà apparente</em> con i <em>versacci tronchi</em> o con una leggera indifferenza musicale. Agisce ad armi pari, la poesia vendicativa si scontra col mondo: sguainata come una sciabola <em>sfiletta </em>solo qualche brandello di pelle al nemico pubblico. Un duello che vuole il segno della prima goccia di sangue (il pubblico potrà dirsi <em>touché</em>).</p>
<p>La poesia performativa non subisce anzi risponde della sua complessa storia umana.  Se alla siccità del pianeta terra la falsa comunicazione sbandiera la pubblicità delle acque minerali che ci ha fatto conoscere il fasullo benessere corporale in termini di &#8220;plin plin&#8221; (ben altra cosa dei versi di &#8220;fontana malata&#8221;), ecco la performance poetica risponderà con il suo impeto fluido. Ristabilirà a chi compete di suonare le campane.</p>
<p align="justify">Parola chiave: contaminazione. Corpo e parola, performance e poesia, regola e caso. Vito Acconci, cominciando da poeta, disse di aver sentito ad un certo punto l&#8217;esigenza che le parole si estendessero allo spazio circostante. E divenne il performer che tutti conosciamo.</p>
<p align="justify">Immagino la <em>scrittura vivente </em>di Tomaso Binga/Bianca Menna e la scrittura di voce di Antonio Amendola che si diffondono allo stesso modo nell&#8217;ambiente a loro designato, sconfinando l&#8217;una nell&#8217;altra. Vien da pensare al <strong>Cabaret Voltaire</strong> e alle serate futuriste, dove l&#8217;aggressione verbale si accompagnava talvolta a quella fisica. Ma, se di aggressione si tratta anche nel nostro caso, forse è da intendersi proprio come un perenne sconfinamento, un&#8217;irruzione nello spazio che si attua in senso fisico, fonetico, poetico.</p>
<p align="justify">Penso all&#8217;elemento visivo che si combina con quello sonoro, con il corpo a fare da tramite. Una gestualità che disegna le parole nell&#8217;aria e allo stesso tempo le canta.</p>
<p align="justify">Il pubblico non può restare fuori dall&#8217;evento; è chiamato probabilmente a decodificare i segni o semplicemente a lasciarsi andare a libere associazioni.</p>
<p align="justify">Regola e improvvisazione convivono così come &#8220;impone&#8221; la sperimentazione. Non saranno tirate fuori da un cappello, ma queste nuove parole in libertà sembrano mettere ancora in scena le infinite possibilità artistiche del linguaggio, verbale e musicale.</p>
<p>J<strong>ohn Austin</strong> scriveva nel 1962 <em>Come fare cose con le parole</em>; le <em>Aggressioni poetiche </em>di Binga e Amendola potrebbero controbattere con un <em>come fare arte con le parole</em>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Info:</span> <strong></strong></p>
<p><strong>IL MITO sancisci  e scardina</strong></p>
<p>Location: <strong>WUNDERKAMMERN, via Gabrio  Serbelloni 124, Roma</strong> Inaugurazione: <strong>Giovedì 4 Dicembre 2008 &#8211;  ore 18,30</strong> <em></em></p>
<p><em>Autori e opere:</em> <strong>Gruppo ARIS</strong> Cinini/Martinotta/Simoni: <em>MITO ARIS</em>, installazioni &#8216;people-specific&#8217;.  Presentazione di <strong>Francesco Tedeschi</strong> <strong>Tomaso</strong> <strong>BINGA</strong>, <strong>Antonio</strong> <strong>AMENDOLA</strong>:  <em>AGGRESSIONI POETICHE</em>, performance. Presentazione di <strong>Giorgio  Bonomi</strong></p>
<p><em>A cura di:</em> Associazione Culturale  <strong>Wunderkammern</strong> &#8211; Presidente <strong>Franco  Ottavianelli</strong> -<strong> </strong><span style="font-family: Arial;"> <a href="http://www.wunderkammern.net/" target="_blank">www.wunderkammern.net</a></span></p>
<p><em>Durata e orario di apertura: </em> dal 4 dicembre 2008 al 5 febbraio 2009. Aperto lunedì e mercoledì dalle 17,00 alle 19.30 o per appuntamento, 347 9044911. Chiuso sabato, domenica e festività natalizie.  <strong>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/mito-aris-installazione-fieno' title='mito-aris-installazione-fieno'><img width="150" height="131" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/mito-aris-installazione-fieno.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mito-aris-installazione-fieno" /></a>
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<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/amendola_1' title='amendola_1'><img width="112" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/amendola_1.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="amendola_1" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/amendola_binga' title='amendola_binga'><img width="150" height="112" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/amendola_binga.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="amendola_binga" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/mito-aris-mito-don-celestino-calice' title='mito-aris-mito-don-celestino-calice'><img width="112" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/mito-aris-mito-don-celestino-calice.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mito-aris-mito-don-celestino-calice" /></a>
<a href='http://www.gorillamagazine.it/2008/12/02/mito-e-poesia-alla-wunderkammern-ipotesi-e-questioni-prima-della-mostra-del-4-dicembre/mito-don-celestino-parete-fieno' title='mito-don-celestino-parete-fieno'><img width="91" height="150" src="http://www.gorillamagazine.it/wp-content/uploads/2008/12/mito-don-celestino-parete-fieno.thumbnail.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="mito-don-celestino-parete-fieno" /></a>
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</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>A Glimpse of Hope. Deja Donne</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 18:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Body Performance]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La compagnia <strong>Deja Donne </strong>fondata nel 1997 da <strong>Lenka Flory</strong>, artista praghese e dall&#8217;italiano <strong>Simone Sandroni</strong>, presenta lo spettacolo &#8220;<strong>A Glimpse of Hope</strong>&#8221; del quale Flory e Sandroni sono registi e coreografi. La performance è stata pensata per essere interpretata [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La compagnia <strong>Deja Donne </strong>fondata nel 1997 da <strong>Lenka Flory</strong>, artista praghese e dall&#8217;italiano <strong>Simone Sandroni</strong>, presenta lo spettacolo &#8220;<strong>A Glimpse of Hope</strong>&#8221; del quale Flory e Sandroni sono registi e coreografi. La performance è stata pensata per essere interpretata da sole donne e segue la precedente &#8220;<strong>My Name is King</strong>&#8221; che all&#8217;opposto aveva come protagonisti uomini.</p>
<p>E&#8217; dunque la visione femminile del mondo, è il punto di vista delle donne che si legano nella danza, che guardano alla storia passata e alla narrazione di quegli avvenimenti che apparentemente sono lontani e superati. E proprio attraverso la danza si realizza quella rilettura dei fatti anche drammatici che si trasformano in un senso di leggerezza, gioia e coinvolgimento per lo spettatore.</p>
<p><strong>A Glimpse of Hope</strong></p>
<p>8 Ottobre 2008, Teatro Morlacchi, Perugia.</p>
<p><strong>Registi e coreografi</strong>: Simone Sandroni, Lenka Flory <strong>Performers</strong>: Daria Menichetti/Italy, Virginia Spallarossa/Italy, Morena De Leonardis/Italy, Eleonora Chiocchini/Italy</p>
<p><strong>Video performance</strong>: Barbara Schröer/Germany, Pietro Micci/Italy <strong>Video documenti</strong>: Dutch Rall/USA</p>]]></content:encoded>
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		<title>Infusi. Dance Gallery</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 18:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Body Performance]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>L&#8217;associazione </strong><strong>Dance Gallery </strong><strong>presenta </strong><strong>Infusi </strong><strong>un progetto che nasce dalla volontà di </strong>riunire tutti gli artisti danzatori che si sono formati alla Dance Gallery e che oggi lavorano professionalmente in compagnie di danza italiane ed internazionali, con alcuni degli artisti [...]</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;associazione </strong><strong>Dance Gallery </strong><strong>presenta </strong><strong>Infusi </strong><strong>un progetto che nasce dalla volontà di </strong>riunire tutti gli artisti danzatori che si sono formati alla Dance Gallery e che oggi lavorano professionalmente in compagnie di danza italiane ed internazionali, con alcuni degli artisti che gravitano intorno all&#8217;associazione.</p>
<p>L&#8217;intento è quello di provocare l&#8217;incontro di espressioni artistiche e professionalità differenti per 4 Infusioni nel mondo delle arti che, transitoriamente, si avvicinano, si riconoscono, si fondono per far emergere l&#8217;inaspettato.</p>
<p>Quattro gi appuntamenti dedicati alla danza ed alla sua fusione con altre arti dal vivo.</p>
<p>Quattro i colori scelti dagli stessi artisti come ispirazione al creare: azzurro, arancione, bianco, rosso. Quattro le forme d&#8217;arte: video, musica, immagini, voce. Quattro i canovacci d&#8217;opera, e come quinto elemento il corpo delle danzatrici che catalizza e raccoglie le suggestioni evocate, creando un evento che amplifica e completa la ricerca iniziata dall&#8217;artista con la sua opera.</p>
<p><strong>Infuso azuro </strong><br />
<em>(Luogo da definire, 18 settembre ore 21.00) </em></p>
<p>Fusione e sperimentazione tra corpo e video. Vidoe di Gilles Dubroca. Corpo: Alice Gosti, Sara Orselli, Giulia Santini, Cecilia Ventriglia</p>
<p><strong>Infuso arancione </strong><br />
<em>(Stazione FS Perugia- Fontivegge, 25 settembre ore 21.00) </em></p>
<p>Fusione e sperimentazione tra corpo e musica dal vivo. Le musiche originali del giovane compositore Rellini ed alcuni brani di musica jazz saranno il punto di partenza per la sperimentazione, attraverso la danza, del colore arancione.</p>
<p>Musica di Andrea Rellini (violoncello) , Vincenzo Buongiorno (chitarra classica e jazz).</p>
<p>Corpo: Amina Amici, Alice Gosti, Chiara Michelini, Sara Orselli, Giulia Santini</p>
<p><strong>Infuso bianco </strong><br />
<em>(Luogo da definire, 2 ottobre ore 21.00.) </em></p>
<p>Fusione e sperimentazione tra corpo e immagini. Il bianco è l&#8217;origine, il potenziale, ciò che si prepara a prendere colore, vita. E&#8217; lo spazio vuoto, è lo stato neutro. Saranno queste immagini che, accompagnate da suggestioni sonore, daranno il via ad un&#8217;improvvisazione delle danzatrici.</p>
<p>Le immagini fotografiche sono di Antonello Turchetti, il suono di Cristiano Arcelli. Realizzazione filmica: Gilles Dubroca.</p>
<p>Corpo: Amina Amici, Alice Gosti, Chiara Michelini, Giulia Santini, Cecilia Ventriglia</p>
<p><strong>Infuso roso </strong><br />
<em>(Terminal bus APM Piazza Partigiani, 9 ottobre ore 21.00.) </em></p>
<p>Fusione e sperimentazione tra corpo e voce. Brani, testi, sonorità vocali che meglio evocano la passione, l&#8217;ardore, il sangue, saranno scelti dai due attori e forniranno immediato strumento di rielaborazione alle danzatrici.</p>
<p>Voce di Lorenzo Lutteri e Stefania Romagnoli. Corpo: Amina Amici, Eleonora Chiocchini, Morena De Leonardis, Daria Menichetti, Chiara Michelini, Giulia Santini.</p>]]></content:encoded>
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