Congela la crisi. Investi in arte con Frieze Art Fair
lunedì, 13 ottobre, 2008Ottobre, tempo di esporre la mercanzia. Non si contano infatti in questo mese (sono 588 nell’arco di un anno, in tutto il mondo, fonte Artfacts.net) le fiere di arte contemporanea e moderna che trasformano il globo un grosso candito che non aspetta altro di essere mordicchiato da appassionati, artefili, mecenati, collezionisti ed investitori.
Investitori, si, avete capito bene. Sembra infatti che se la recessione e la crisi economica la fanno da padrone sulle cronache finanziarie e sociali di tutti i paesi industrializzati occidentali, è anche vero che l’arte rimane uno di quei settori che sembrano, almeno fino ad oggi, anche a detta de Il Sole 24 Ore, essere stati meno colpiti dal crollo della finanza capitalistica.
Risale a circa un mese fa la vendita storica (e controversa) di opere di Damian Hirst, unico artista vivente che sino ad ora abbia organizzato e messo all’asta, da Sotheby’s a Londra, una serie di proprie opere che gli hanno fruttato circa 70 milioni di dollari. L’arte contemporanea sembra essere diventata infatti, anche per le sue caratteristiche culturali (un opera, per quanto bella o brutta che sia non è mai solo una merce!), ma anche per l’assenza di manutenzione rispetto ad un investimento immobiliare, ad esempio, e per essere mobile ed esentasse, un apprezzato bene rifugio sia per le nuove generazioni di ricchi dell’est (russi, arabi, asiatici in testa) ma anche per gli ultimi e vecchi ricchi del Vecchio Mondo.
La palma di reginetta europea delle fiere è stata assegnata a Frieze Art Fair, che si dice abbia spodestato la decana delle esposizioni commerciali del vecchio continente, ovvero Art Basel.
A Londra, dal 16 al 19 di ottobre, in una tre giorni che cambia il volto intero della città sul Tamigi, partendo dal giardino di Regent’s Park , sede ufficiale della fiera, fino a coinvolgere le diverse sedi della Tate, ed altre storiche gallerie pubbliche e private come Whitechapel, Serpentine, White Cube, Gagosian, Saatchi ed altre, le 150 gallerie selezionate per l’esposizione (su 450 richieste), presenteranno una mole incredibile di lavori, anche realizzati per l’occasione (Frieze Project).
Oltre alla scorpacciata di opere d’arte, il programma culturale della Frieze Foundation offre al pubblico una serie di appuntamenti come i Frieze Talks, ovvero chiacchierate d’artista ma non solo (saranno presenti infatti curatori, scrittori ed altre figure di spicco del panorama internazionale della cultura contemporanea) e che quest’anno vedranno salire in cattedra, tra gli altri, Yoko Ono, Borys Groys, Roni Horn, Carsten Hoeller. Per i Cartier Hawards, verrà premiato l’artista cubano residente a Barcellona Wilfredo Prieto ed ancora sezioni dedicate ai film, alla musica ed all’educazione.
A dimostrazione, se ce ne fosse ulteriormente bisogno, della vitalità della capitale del Regno Unito in quanto ad arte, un altra fiera, nata nel 2004 forse per intercettare il pubblico portato in città dalla sua blasonata consorella, Zoo Art Fair, dal 17 al 20 di ottobre animerà la Royal Academy of Arts con la già sperimentata e consolidata formula delle esposizioni più progetti site specific, talks, premi etc…
L’Italia non sta a guardare ed infatti parte, dal 16 ottobre, per concludersi il 20 dello stesso mese, anche il terzo anno di Art Verona, tra il cui comitato consultivo spicca il nome di Beatrice Buscaroli, nominata recentemente curatrice del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia (insieme a Luca Beatrice, protagonisti di una curatela a Perugia descritta in questo articolo).















