Lydia Lunch w/band

martedì, 16 settembre, 2008


Cantante, performer, poetessa, attrice, fotografa e altro ancora: Lydia Lunch dispone di un talento multiforme, attraverso il quale – nel corso di una carriera trentennale – “ha illuminato gli anfratti più bui dell’esperienza umana”, come scriveva tempo fa il Daily Telegraph.

Lydia Lunch – Koch di cognome all’anagrafe – è uno dei personaggi che hanno fatto la storia del sottobosco artistico newyorkese nel corso dell’ultimo trentennio. Al debutto appena 16enne come cantante, ma più esatto sarebbe dire “urlatrice”, nei blasfemi Teenage Jesus & The Jerks: una delle band scelte da Brian Eno nel 1978 per dar corpo alla fondamentale compilation No New York, atto fondativo della cosiddetta no wave. Fu la sua prima avventura musicale, a cui ne seguirono altre a raffica (Beirut Slump, 8 Eyed Spy, 13.13), anche se un estro tumultuoso la spinse ben presto a differenziare il proprio linguaggio espressivo. Divenne così performer provocante e attrice nelle pellicole di registi off quali Scott & Beth B e Richard Kern, spesso in ruoli talmente scabrosi da rasentare la pornografia.

E poi poetessa, sia su carta – a metà anni Ottanta fondò la casa editrice Widowspeak per dar voce ai propri versi – sia in pubblico, con reading caustici e molesti. Quindi anche fotografa, sempre con stile scabroso, tanto da convincere Asia Argento a reclutarla nel team responsabile del film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. E a proposito di cinema: la sua perfida versione del “sempreverde” Gloomy Sunday, inclusa originariamente nell’album da solista Queen Of Siam, era nella colonna sonora del controverso The Blair Witch Project.

Proprio il ramificarsi multiforme del suo talento ha reso col tempo Lydia Lunch figura di culto su scala planetaria. Anzitutto in musica, con collaborazioni che via via l’hanno vista accanto a Nick Cave, Sonic Youth e Einsturzende Neubauten. Ma pure in ambito letterario e cinematografico, con apparizioni frequenti in festival e rassegne. Una carriera densissima, a rappresentare la quale sono compendi antologici da lei stessa compilati.

Esemplare in quel senso il romanzo a sfondo autobiografico Paradoxia: A Predator’s Diary (con prefazione di Hubert Selby Jr., autore del classico Ultima fermata a Brooklyn), così come il recente doppio CD Deviations On A Theme. Ed è appunto sulla falsariga di quest’ultimo che si snoda il canovaccio dello spettacolo in programma a MiTo, nel quale ad accompagnarla sono due “fedelissimi”: il batterista Jim Sclavunus (già in organico nei Teenage Jesus & The Jerks, per altro ricostituiti di recente) e il pluristrumentista inglese James Johnston (anche leader dei Gallon Drunk).

www.lydia-lunch.org
www.myspace.com/lydialunch

Info:

LYDIA LUNCH w/band, in collaborazione con TRAFFIC.

venerdi 19 settembre 2008

INGRESSO GRATUITO, doors:h. 21.29

sPAZIO211

Via Cigna 211, Torino
infoline: 011.19705919 – 349.3172164

www.spazio211.com
www.myspace.com/spazio211

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