I Sogni della Città. Daniele Brolli, Giuseppe Palumbo
giovedì, 11 settembre, 2008Il suggestivo spazio dell’ex Chiesa di S. Maria della Misericordia, in via Oberdan, sarà scenario della mostra che celebra due dei maggiori talenti visionari del fumetto italiano degli ultimi anni, Giuseppe Palumbo e Daniele Brolli.
I sogni della città è il titolo omonimo della serie a fumetti scritta da Daniele Brolli e disegnata da Giuseppe Palumbo, pubblicate sulla testata Concrete della trasgressiva casa editrice Phoenix nella seconda metà degli anni ‘90, che rappresentò un viaggio attraverso una nuova concezione grafica e narrativa del fumetto italiano. Gli autori hanno deciso di completare finalmente questo progetto che sfiorerà complessivamente le 400 pagine, raccontando i destini di un mondo futuro attraverso forme di manipolazione che passano attraverso le teorie dei frattali e la meccanica quantistica per risolversi in una nuova visione dei destini dell’universo. Un progetto ambizioso e unico nel suo genere, che in alcuni frangenti ricorda un haiku giapponese e che pian piano riannoda tutti i fili di una storia corale in un affresco complesso e mobile del mondo che ci aspetta. Malgrado questa premessa, si legge d’un fiato, ammirati dal susseguirsi delle immagini che rimangono puro fumetto. Brolli scrive ispirato, Palumbo disegna ai suoi massimi livelli.
I due autori provengono dalle due uniche e vere avanguardie del fumetto italiano: Palumbo dallo staff di Frigidaire, rivista simbolo della controcultura degli anni ‘80; Brolli dal mitico gruppo Valvoline, che dalle pagine della rivista Alter lanciò nello stesso periodo un messaggio innovativo destinato a farsi sentire in tutto il mondo.
La chiesa di S. Maria della Misericordia, figlia di un barocco negato dall’assenza di una vera facciata e dalla distruzione dei decori interni, sembra perfetta ad ospitare il segno barocco del Palumbo degli anni ‘90, segno negato oggi dall’artista, nella sua incontenibile ricerca. Con “I sogni della città” Brolli inventa un genere, ovvero scrive, per il fumetto, delle inedite “leggende metropolitane”. Che cos’è una leggenda metropolitana se non una fantasia collettiva, un prodotto fantastico di migliaia di menti sconosciute, un “sogno della città”?
DANIELE BROLLI
Nato a Rimini nel 1959, Daniele Brolli ha fatto di tutto nel campo dell’editoria. Come giornalista è stato prima a “Il Manifesto“, poi a “Dolcevita” e quindi, da direttore, ha curato la versione italiana della rivista di fantascienza “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine” e di “Alphaville”. Parallelamente ha sempre coltivato la passione della scrittura, partendo dalle fanzines per appassionati fino ad approdare ai più alti lidi di questa difficile attività con la pubblicazione nel 1994, per Baldini & Castoldi, del suo romanzo d’esordio “Anima nera“. Come esperto di letteratura, soprattutto americana, è consulente di numerose case editrici, e per la Bompiani dirige una collana di narrativa forte denominata “Gli Squali“, in cui noir, horror e fantascienza si disputano il posto d’onore nell’interesse dei lettori. Sempre per Bompiani, Brolli ha curato l’edizione italiana dell’antologia “Mirrorshades” (1993, con Antonio Caronia) manifesto letterario della corrente cyberpunk, e per Theoria (nel 1994) la raccolta “Cavalieri elettrici“.
Recentemente, l’antologia di racconti italiani splatter “Gioventù cannibale” (Einaudi, 1996) da lui curata, ha dato una scossa alla narrativa di genere italiana. Soprattutto miscelando in modo uniforme diverse correnti parallele e sotterranee che dal noir si sono aggregate al fantastico, all’horror e al giallo classico.
GIUSEPPE PALUMBO
Giuseppe Palumbo (Matera 1964). Inizia a pubblicare a fumetti nel 1986 sulle pagine di riviste come Frigidaire e Cyborg. Nel 1992 entra nello staff di Martin Mystère della Sergio Bonelli Editore e nel 2000 in quello di Diabolik della Astorina; per queste due serie popolari disegna numerose storie speciali, tra cui il remake de Il re del terrore, numero uno della collana Diabolik.
Ha pubblicato in Giappone, Grecia, Spagna e Francia. Dal 2000 coordina il lavoro dello studio Inventario di Bologna; in questa attività ha convogliato il suo lavoro di illustratore per l’editoria scolastica (Paravia, Zanichelli), copertinista (Mondadori, Einaudi, Feltrinelli), illustratore redazionale (Pulp, Ventiquattro, L’Unità). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Journal d’un fou, Rackham editions; Vorrei cantarti una canzone d’amore…, Kappa Edizioni; L’ultimo treno (su un testo di Massimo Carlotto) BD Edizioni; Atene minore, Art Core Edizioni.















