Canzoni in A4. Paolo Bacilieri

giovedì, 11 settembre, 2008


La prima mostra in una galleria d’arte italiana di Paolo Bacilieri (Verona, 1965), autore di premiatissime storie a fumetti (tra i riconoscimenti recenti: migliore graphic novel per La magnifica desolazione, Napoli Comicon 2008) che fondono Pontormov e Jacovitti, Damien Hirst e zio Paperone, codici alti e prelievi folk alle alte temperature della satira. Zeno Porno, antieroe di una pop-soap a fumetti, alias Paolo Bacilieri stesso, osserva con disamorato straniamento la realtà in cui vive suo malgrado. Attraverso il filtro dei suoi fondi di bottiglia, il reale emerge nella sua nuda verità, corrosiva e tellurica: il complesso di Edipo messo in scena nel Nordest si riduce al lamentoso antagonismo tra uno zombi coatto e un’ingobbita aracnide (Zeno Porno); l’analista Andreoli sproloquia sulla criminalità giovanile al ritmo di un jingle disneyano (Supermaso); il viaggio sulla Luna è sì un momento di lirica introspezione, ma anche una gita fuori porta tra compagni di bevute (La magnifica desolazione).

Perché, fin dalla sua prima storia, Il tesoro degli Imbala, tutta confinata nell’ombra dei giganti Pratt e Pazienza, e fino alle sue opere più recenti, il fumetto funge per Paolo Bacilieri da grande contenitore: vi confluiscono le rapsodiche incursioni nel repertorio accademico (i ritratti, le citazioni cifrate dalla tradizione pittorica), ma anche le letture dell’adolescenza. “Non è tanto importante avere uno stile, quanto una capacità prensile nei confronti delle cose che ti possono servire a raccontare una storia”. Antistile, iperstile, stilismo: è l’eco dell’underground americano, dei cinema di serie B, della grafica da mercatino delle pulci.

Il risultato? Disegnare, disegnare, disegnare. Paolo Bacilieri annota appunti, riempie quaderni, annerisce fogli: luoghi, cose, voci scomposti e disseccati in un tratto sempre più traditore, sempre più rivelatore della realtà. Come in un gioco di scatole cinesi. Da un’immagine ne nasce un’altra, da questa una terza, dalla terza una quarta che è di nuovo simile alla prima. Gli amici si travestono da personaggi, i personaggi si trasformano in amici, gli amici non sono più amici: come un proverbio orientale interpretato da comparse di Cinecittà. Ogni pagina è una storia e rimanda a una storia; e così tutte le pagine di Bacilieri, tutte le storie a fumetti, tutti i manifesti (indimenticabile quello per la mostra Fumetto International della Triennale di Milano) si corrispondono in un antistilistico blob primordiale. Che riinizia, per logica interna, dove finisce.

La critica si è sbizzarrita nel fare nomi e proporre modelli. Il più ricorrente, Robert Crumb, è di rito: ma la formula underground di Bacilieri è tutta made in Italy, acida e nostrana. Nelle sue pieghe, negli oculi cinematografici che si aprono nelle sue tavole, scorre la storia d’Italia: si registrano gli scomparsi illustri (dalla Fallaci a Meneghello); si rinnova la sottocultura che è l’immaginario tentacolare di una generazione difficile; si forgiano, da Pietro Maso a Lapo Elkann, potenti icone della nostra postmodernità, delle sue rovine di plastica.

Di questo mondo la musica, dei Pink Floyd e di Tenco, dei Ramones e di Rino Gaetano, è stata una chiave di volta. Il suo sound, le sue immagini, i suoi messaggi diventano, nella mostra proposta dalla Galleria Miomao e nel volume-catalogo edito da Kappa Edizioni, il diario a fumetti di Zeno: il reportage nostalgico di una generazione. Tutta italiana.

Info:

Canzoni in A4
4 ottobre – 6 dicembre 2008, da martedì a sabato, ore 15.00 – 20.00

Inaugurazione sabato 4 ottobre 2008, ore 18.30.
Galleria Miomao Arte Contemporanea del Fumetto

C.so Cavour, 120
www.miomao.net

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